SALCASA – Newsletter n. 3

Filiera corta sostenibile dei salumi e delle carni derivanti da suini all’aperto

Il Gruppo Operativo per l’Innovazione SALCASA ha effettuato un viaggio di studio in Andalusia (Spagna) per la formazione degli allevatori suinicoli dell’Emilia-Romagna in materia di allevamento dei suini all’aperto e di valorizzazione delle carni che ne derivano.

L’allevamento estensivo dei suini con alimentazione a base di ghiande in pascoli arborati di querce (sistemazione fondiaria tipica andalusa, denominata Dehesa) è la realtà più importante in Europa di allevamento suinicolo all’aperto, sia per numero di suini allevati, sia per estensione delle superfici a pascolo utilizzate a questo scopo. Il viaggio è stato organizzato da Dinamica Soc. Cons. a r.l. con il supporto tecnico scientifico e logistico di CRPA e dell’Università di Cordoba; i partecipanti hanno visitato la sede dell’Università di Cordoba, tre aziende zootecniche, il Consorzio di tutela della Dop “Los Pedroches” e l’impianto di trasformazione della “Cooperativa Ganadera del Valle de los Pedroches COVAP”, a cui aderisce la maggior parte degli allevatori della provincia di Cordoba. COVAP è una cooperativa di primo grado, nata più di 60 anni fa da un gruppo di agricoltori per acquistare insieme materie prime per nutrire e allevare il proprio bestiame e che riunisce oggi circa 4.500 soci, con lo scopo di produrre e commercializzare prodotti di qualità, contribuendo allo sviluppo economico e sociale di queste terre e operando principalmente nelle industrie del latte, della carne e dei mangimi.

I partecipanti al viaggio sono partiti per la Spagna lunedì 7 novembre e sono rientrati venerdì 11 novembre 2022.

Il primo giorno di studio è stato dedicato alla visita del Dipartimento di Produzione Animale dell’Università di Cordoba, in cui il prof. Vicente Rodriguez e i suoi collaboratori hanno presentato il sistema di allevamento tradizionale del suino iberico e il sistema di certificazione e tracciabilità dei prodotti carnei che ne derivano. Nel pomeriggio sono stati visitati i laboratori e le strutture sperimentali dell’Università di Cordoba per la valorizzazione e il controllo dell’autenticità dei prodotti.

Nel corso della mattina del secondo giorno è stata visitata la sede del Consorzio della Dop “Los Pedroches”, dove il segretario generale Juan Luis Ortiz ha illustrato in dettaglio il disciplinare di produzione della Dop e la norma di qualità nazionale che regola il sistema di tracciabilità dei prosciutti e delle spalle stagionate di suino iberico; sono state inoltre presentate le statistiche nazionali aggiornate della produzione di suino iberico in base alle 4 diverse categorie commerciali. Nel pomeriggio si è proceduto con la visita dell’azienda agricola Moralejo, che ha un’estensione di circa 100 ha, interamente investita a pascolo arborato di querce (Dehesa); qui vengono allevati bovini da carne di razza Limousine e suini iberici al 100% della sottorazza Entrepelado. L’azienda è rappresentativa per dimensioni e orientamento produttivo dell’area della Dehesa della provincia di Cordoba.

Il terzo giorno è stato visitato l’impianto di trasformazione COVAP, che produce circa il 15% della produzione nazionale di salumi di suino iberico puro al 100%, alimentato solo con il pascolo a base di ghiande nella Dehesa durante la fase d’ingrasso. L’impianto di stagionatura ha una capienza di 800.000 pezzi. Nel pomeriggio sono state visitate le aziende agricole Mio 1898 e Dehesa Campo Alto. La prima gestisce in proprietà e in affitto circa 1.200 ettari di Dehesa. La maggior parte dei suini prodotti viene venduta ma in parte viene anche trasformata e venduta direttamente dall’azienda con la propria etichetta. L’azienda alleva suini iberici puri al 100%, di sottorazza Torbiscal, in pericolo di estinzione. Presso l’azienda Dehesa Campo Alto, il prof. Rodriguez ha presentato la stazione sperimentale dell’Università di Cordoba per il rilevamento e il monitoraggio dei gas a effetto serra.

Durante il viaggio di studio i partecipanti hanno avuto la possibilità di interloquire con il personale dell’Università di Cordoba, del Consorzio “Los Pedroches”, di COVAP e di tre aziende agricole ponendo domande e discutendo una serie di temi riguardanti soprattutto la volatilità dei prezzi degli input produttivi, la crisi idrica estiva, la gestione dei suini in allevamento e le fasi successive di macellazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Particolare interesse ha avuto il tema della conservazione della Dehesa come patrimonio storico e naturalistico nonché di protezione dalla desertificazione in relazione alla sua sostenibilità economica.

Per maggiori informazioni è possibile contattare Paolo Ferrari (p.ferrari@crpa.it).

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I risultati del progetto LESS

Opuscolo finale – Dicembre 2022

Finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Lombardia con il contributo del FEASR, l’Operazione 1.2.01 Progetti dimostrativi e azioni di informazione “Produzioni zootecniche lombarde a basse emissioni, eco compatibili e resilienti” vede come capofila PROMOCOOP Lombardia. Tra le misure, l’Operazione 1.2.01 ” Low EmiSSion farming” ha avuto l’obiettivo di diffondere l’innovazione sulla possibile riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG) e di ammoniaca provenienti dal settore
agricolo lombardo, con particolare riferimento all’allevamento delle bovine da latte e dei suini.
Less ha voluto sensibilizzare sul tema della compatibilità ambientale dell’allevamento e favorire un’applicazione di tecniche produttive per limitarne l’impatto sull’ambiente.
Hanno collaborato allo svolgimento di ”Low EmiSSion farming” Comazoo, Fondazione CRPA Studi Ricerche, l’Azienda Agricola Barozzi Giuseppe e Davide e la Società Agricola Canobbio.

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Efficienza ambientale dell’azienda da latte

Newsletter n. 5 – dicembre 2022

L’emissione di gas climalteranti per la produzione del latte è riconducibile principalmente alla produzione di alimenti per il bestiame, sia aziendali che acquistati, e alle emissioni enteriche che sono fortemente influenzate dalla composizione della dieta. A queste si aggiungono i gas (N2O e CH4) che si generano dalle deiezioni: in stalla, nello stoccaggio e nell’uso agronomico dei reflui.

Grazie al metodo di analisi del ciclo di vita del prodotto (LCA), è possibile valutare ed interpretare gli impatti ambientali del latte vaccino calcolando l’impronta del carbonio (Carbon Footprint – CF) dato dalla somma delle emissioni di gas serra espressa in kg CO2 equivalenti per Kg di latte standard prodotto FPCM (grasso = 4%, proteina = 3,3%) attribuibili alla produzione di un prodotto.

Nell’ambito del progetto Ecosost Farm, che si ponecome obiettivo strategico il trasferimento delle best practices legate allo sviluppo sostenibile dell’aziende agro-zootecniche, è stata valutata, l’impronta carbonica del latte bovino alla stalla dell’azienda agricola Valsecchi Carlo a Comazzo (LO) che collabora al progetto.

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Alti standard per il benessere dei suini da ingrasso

Su Suinicoltura 11/2022 un articolo sul progetto Parsutt

Nell’ambito del progetto Parsutt -PARma ham high SUsTainability sTandard, coordinato dal Crpa è stata svolta un’approfondita analisi dei principali standard internazionali con requisiti di welfare animale superiori ai minimi di legge.

L’articolo è disponibile a questo link https://suinicoltura.edagricole.it/salute-e-benessere/alti-standard-per-il-benessere-dei-suini-da-ingrasso/

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Produzioni zootecniche lombarde a basse emissioni, eco compatibili e resilienti

Lo dimostrano i risultati del progetto “Low Emission Farming”, appena concluso e finanziato grazie al PSR 2014 – 2020 di Regione Lombardia

Produzioni zootecniche a basse emissioni, ecocompatibili e resilienti grazie all’innovazione e a strategie sostenibili. Lo dimostrano i risultati ottenuti con il progetto Low Emission Farming”, che si è appena concluso, dopo due anni di attività, da cui è appunto emerso che strategie mirate negli allevamenti e specifiche strategie alimentari possono migliorare l’impatto ambientale nel settore agricolo.


Si tratta di un progetto cofinanziato dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) nell’ambito dell’Operazione 1.2.01 “Progetti dimostrativi e azioni di informazione” del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Lombardia, coordinato da Promocoop Lombardia (società di servizio di Confcooperative Lombardia), che ha visto coinvolta la Fondazione CRPA Studi Ricerche di Reggio Emilia come partner e si è avvalso della collaborazione di Comazoo, cooperativa leader nel settore della mangimistica italiana, dell’azienda Canobbio Farm e dell’azienda agricola Barozzi.


“Il progetto Less ha dimostrato come la zootecnia lombarda può raggiungere obiettivi di compatibilità ambientale in termini di riduzione delle emissioni in atmosfera di gas serra ed ammoniaca e di nitrati nelle acque attraverso tecniche mature, alla portata di tutti e con investimenti molto modesti. La professionalità degli allevatori viene premiata anche quando applicata all’ambiente, senza che vi siano perdite produttive o penalizzazioni a carico della qualità di carne e latte”, commentano i diversi partner coinvolti nel progetto.


Entrando nei dettagli, obiettivo del progetto è stata la diffusione dell’informazione e dell’innovazione disponibili riguardo la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG) e di ammoniaca provenienti dal settore agricolo lombardo, con particolare riferimento all’allevamento delle bovine da latte e dei suini.


Grazie al progetto, si è riusciti a verificare e confermare, attraverso simulazioni, l’efficacia derivante dall’applicazione di strategie di mitigazioni nell’allevamento di bovine da latte nel ridurre l’impronta carbonica del latte. E si è dimostrato che opportune strategie alimentari, orientate a ridurre il contenuto di proteina grezza e soprattutto a migliorare l’efficienza d’uso dell’azoto della razione, sono in grado di ridurre l’escrezione azotata dell’allevamento suinicolo.


Gli allevamenti di bovine da latte
I risultati hanno messo in evidenza che interventi realmente alla portata dell’azienda con minimo investimento in servizi e mezzi tecnici, riguardanti solo l’alimentazione e la fertilizzazione, sono in grado di ridurre del 27% le emissioni di gas a effetto serra legate alla produzione di latte.


Come si è arrivati a questo dato? L’impronta carbonica del latte bovino alla stalla è stata calcolata e quindi rivalutata sulla base di una simulazione che ha preso in considerazione una serie di strategie di mitigazione applicate nel processo che va dalla produzione dei foraggi sino a quella del latte. Nel dettaglio: l’adozione della semina su sodo per tutta la superficie foraggera (il mais da insilato in secondo raccolto); la migliore gestione ed efficienza ai fini fertilizzanti degli effluenti zootecnici (< uso di concimi di sintesi); l’aumento nella razione ENL e Proteina prodotte in azienda e/o nel circuito cooperativo (uso di soia nazionale e di granelle autoprodotte).


Gli allevamenti di suini
Negli allevamenti suini è stato possibile dimostrare che, adottando opportune strategie alimentari, a parità di produttività e qualità delle carni, è possibile raggiungere una resa di azoto dietetico del 30%, che si riflette in una riduzione della superficie necessaria allo spandimento dei reflui, in ottemperanza alla normativa di applicazione della Direttiva Nitrati.


Per l’allevamento suinicolo si è puntato sulla riduzione delle escrezioni azotate alla fonte come elemento di contenimento del rischio di inquinamento da nitrati per le acque e le emissioni in atmosfera di ammoniaca. Presso l’allevamento che ha collaborato al progetto, sono stati svolti due cicli di allevamento da ingrasso del suino pesante utilizzando diete ad alta efficienza azotata: una alimentazione per fasi che ha impiegato 3 mangimi al 14, 13 e 12% di proteina grezza, rispettando il livello minimo previsto dal disciplinare di produzione per la materia prima del Prosciutto di Parma.


La razione è stata integrata con 6 amminoacidi di sintesi (lisina, metionina e cisteina, valina, treonina, triptofano) utilizzando i valori suggeriti dalla letteratura scientifica e forniti da ricerche svolte in precedenza dal gruppo di lavoro di LESS.

Per maggiori informazioni: https://www.fondazionecrpa.it/prodotto/less/

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Presentati i risultati del progetto “EcoSost Farm”

Cofinanziato dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) nell’ambito dell’Operazione 1.2.01 “Progetti dimostrativi e azioni di informazione” del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Lombardia, il progetto “EcoSost Farm” EcoSost Farm si poneva come obiettivo il trasferimento delle best practices legate allo sviluppo sostenibile delle aziende agro-zootecniche da latte, anche situate in aree protette.

Il 6 dicembre 2022, nel campus ex-convento Santa Monica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona, in occasione del convegno conclusivo, sono stati presentati i risultati del Progetto “EcoSost Farm – Dimostrazione e informazione di indici di efficienza e qualità delle produzioni aziendali per migliorare la redditività delle stalle da latte nell’ottica dello sviluppo sostenibile”.


Il comparto agro-zootecnico da latte è sempre più esposto alle oscillazioni di mercato imputabili al costo delle materie prime, dei mangimi ed all’andamento del prezzo del latte. Inoltre l’opinione pubblica è sempre meno incline all’attuale modello di allevamento percepito come poco rispettoso del benessere animale e identificato come il responsabile dell’inquinamento di suolo, acqua e aria. Escludendo gli aspetti legati al libero mercato, difficilmente condizionabili, l’imprenditore agricolo, nell’ottica dello sviluppo sostenibile, deve attuare interventi finalizzati a massimizzare l’utile netto e al contempo rispettosi degli animali allevati e dell’ambiente, soprattutto nelle realtà che svolgono attività in aree con vincoli ambientali.


Attraverso un articolato piano di divulgazione ed informazione svolto presso l’azienda Valsecchi Carlo (Comazzo, LO), situata all’interno del Parco Regionale Adda Sud, il progetto “EcoSost Farm” ha attuato un monitoraggio puntuale e continuativo dei principali fattori utili a caratterizzare il benessere animale, l’efficienza alimentare nonché l’impatto e la sostenibilità ambientale.


Nell’ambito del progetto sono stati valutati gli indici di efficienza alimentare (Feed efficiency, Net energy efficiency), gli indici tecnico-economici (Income over feed costs, Income equals feed costs) e 5 indici aggregati (efficienza economica, efficienza energetica, punto di pareggio, rapporto tra il prezzo del latte e costo alimenti, potere d’acquisto degli alimenti). L’uso di questi indici consente di classificare le aziende a livello aziendale o territoriale e permette di dare target di riferimento per quanto riguarda la gestione tecnica e di individuare dei punti critici su cui intervenire per migliorare il livello di efficienza delle aziende o dell’intera area analizzata.


Mediante il metodo IBA (Indice di Benessere dell’Allevamento), è stato valutato il livello di benessere animale nell’azienda Valsecchi. Questo sistema di valutazione consente di identificare in maniera precisa i punti deboli di un’azienda, permettendo al titolare di fare interventi mirati di adeguamento, al fine di migliorare il benessere dei propri animali e la redditività della propria azienda.

Inoltre presso l’azienda, grazie al metodo di analisi del ciclo di vita del prodotto (LCA), è stato possibile valutare ed interpretare gli impatti ambientali del latte vaccino calcolando l’impronta del carbonio (Carbon Footprint – CF) dato dalla somma delle emissioni di gas serra espressa in kg CO2 equivalenti per Kg di latte standard prodotto FPCM (grasso = 4%, proteina = 3,3%) attribuibili alla produzione di un prodotto.


La giornata ha visto coinvolti diversi attori della filiera, dalle associazioni di categoria, a formularisti e nutrizionisti dell’industria mangimistica ed integratoristica, veterinari, allevatori e consorzi di tutela. È apparso chiaro dalla discussione che i temi proposti in EcoSost Farm e legati al monitoraggio dell’efficienza tecnico-economica, dell’impatto ambientale degli allevamenti nonché del benessere animale, rappresentano una chiave importante per rendere l’intero settore lattiero-caseario resiliente alle diverse condizioni ambientali e di mercato, sempre più mutevoli negli ultimi anni.


Il progetto “EcoSost Farm”, coordinato dal Dipartimento di Scienze Animali, della Nutrizione e degli Alimenti – DiANA dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (capofila), ha visto coinvolti la Fondazione CRPA Studi Ricerche di Reggio Emilia e il Parco Regionale dell’Adda Sud come partner e si è avvalso della collaborazione dell’Azienda Valsecchi Carlo.

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EcoSost Farm – Opuscolo finale con i risultati del progetto

EcoSost Farm è stato finalizzato al trasferimento di best practices e analisi di benchmarking legate allo sviluppo sostenibile delle aziende agro-zootecniche da latte, situate anche in aree protette come il Parco Regionale dell’Adda Sud. Il progetto ha attuato un monitoraggio puntuale e continuativo dei principali fattori utili a caratterizzare il benessere degli animali, la sostenibilità ambientale e l’efficienza tecnico-economica, attraverso la valutazione di differenti indici, alcuni dei quali legati ad aspetti nutrizionali delle bovine e alla valutazione qualitativa dei foraggi prodotti in azienda.

In questo opuscolo sono presentati gli indicatori utilizzati nel progetto e i risultati ottenuti in azienda.

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Indicatori di performance per la gestione alimentare

Nel videoscribing sono spiegati i principali indicatori di performance per la gestione alimentare dell’allevamento bovino da latte.

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Ridurre l’impronta carbonica delle produzioni del latte

Newsletter n. 6 – Dicembre 2022

Il 22 novembre scorso si è svolta presso l’azienda Canobbio Farm a Leno (BS) la quarta e ultima giornata dimostrativa del progetto Low EmiSSion farming, realizzato da Promocoop Lombardia e Fondazione CRPA Studi Ricerche finalizzato a diffondere l’innovazione sulla possibile riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG) e di ammoniaca provenienti dal settore agricolo lombardo, con particolare riferimento all’allevamento delle bovine da latte e dei suini.

Nell’incontro sono stati illustrati i risultati di una simulazione relativa all’adozione di strategie di mitigazione nell’allevamento di bovine dell’azienda Canobbio, nell’ottica di ridurre l’impronta carbonica delle produzioni del latte.

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Mais_100, convegno sulla valorizzazione dei residui colturali del mais

Il 2 dicembre a Cremona

“I residui di coltivazione del mais da granella: le opportunita’ di valorizzazione” è il titolo del convegno finale del progetto Mais_100, in programma venerdì 2 dicembre alle ore 14 presso l’Area eventi del Pad. 2, nel corso delle Fiere Zootecniche di Cremona.

Tra i relatori, la ricercatrice del CRPA Mariangela Soldano, che parlerà della “Qualità dei residui recuperati ai fini nutrizionali ed energetici”.

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Il progetto Porcastro  4th Annual Meeting of the EVCBMAW

La Dott.ssa Gaia Pesenti Rossi ha partecipato al 4th Annual Meeting of the European Veterinary Congress of Behavioural Medicine and Animal Welfare – EVCBMAW, tenutosi a Palma di Maiorca (Spagna) dal 28 Settembre al 1 Ottobre 2022, con una presentazione orale dal titolo “Piglets behavioural responses to surgical castration under inhalation anaesthesia: preliminary results”. La presentazione ha illustrato i risultati del Progetto Porcastro in merito alla castrazione chirurgica dei suinetti con differenti protocolli per il controllo del dolore

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Il progetto Porcastro al 73° congresso annuale EAAP

In occasione del 73° congresso annuale EAAP – European Federation of Animal Science, tenutosi a Porto (PT) dal 5 al 9 Settembre 2022, sono stati presentati i lavori “Immunocastration in heavy pig production: growth performance and carcass characteristics” e “Effect of immunocastration on body lesions in heavy pigs: preliminary results”.

I due poster hanno illustrato i risultati circa l’uso dell’immunocastrazione nel contesto dell’allevamento del suino pesante, che rientrano nel Progetto Porcastro.

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EcoSost Farm – Seminario su sviluppo sostenibile delle aziende agro-zootecniche da latte

Martedì 6 dicembre a Cremona

Il comparto agro-zootecnico da latte è sempre più esposto alle oscillazioni di mercato imputabili al costo delle materie prime, dei mangimi ed all’andamento del prezzo del latte. Inoltre, l’opinione pubblica è sempre meno incline all’attuale modello di allevamento percepito come poco rispettoso del benessere animale e identificato come il responsabile dell’inquinamento di suolo, acqua e aria.

Escludendo gli aspetti legati al libero mercato, difficilmente condizionabili, l’imprenditore agricolo, nell’ottica dello sviluppo sostenibile, deve attuare interventi finalizzati a massimizzare l’utile netto e, al contempo, rispettosi degli animali allevati e dell’ambiente, soprattutto nelle realtà che svolgono attività in aree con vincoli ambientali.

Il Progetto “EcoSost Farm”, ha attuato un monitoraggio puntuale e continuativo dei principali fattori utili a caratterizzare il benessere degli animali, la sostenibilità ambientale e l’efficienza economica.

Per presentare i risultati finali ottenuti nei due anni di attività, è stato organizzato per martedì 6 dicembre alle ore 10, presso il Campus di Cremona c/o ex convento Santa Monica in via Bissolati 74 il seminario dal titolo “Sviluppo sostenibile delle aziende agro-zootecniche da latte”.

La partecipazione è gratuita previa registrazione.

Vai al programma e alla registrazione

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Formulazione di razioni a basso impatto ambientale a confronto

Newsletter n. 5 – Novembre 2022

Il 6 ottobre scorso si è svolta la terza giornata dimostrativa del progetto Low EmiSSion farming, realizzato da Promocoop Lombardia e Fondazione CRPA Studi Ricerche finalizzato a diffondere l’innovazione sulla possibile riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG) e di ammoniaca provenienti dal settore agricolo lombardo, con particolare riferimento all’allevamento delle bovine da latte e dei suini.

Nell’allevamento suinicolo i fattori che influenzano l’escrezione di N sono principalmente: il tenore proteico della dieta, il peso vivo degli animali in uscita e la resa dell’azoto. Ridurre il tenore proteico della dieta sembra la via più facile per ridurre l’escrezione dell’azoto, questo però non deve andare a scapito delle prestazioni produttive.

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Progetto AutoFeed – Quale futuro per i sistemi automatici di alimentazione?

Convegno finale il 2 dicembre a Cremona

In occasione delle  Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona si svolgerà il 2 dicembre il convegno “Sistemi automatici di alimentazione nell’allevamento bovino: quali prospettive? Il progetto AutoFeed indica il possibile futuro di una tecnica sempre più affine alle esigenze degli animali allevati”.

Nel corso dell’iniziativa verranno presentati i risultati del progetto “AutoFeed – Automazione dell’alimentazione per gli allevamenti bovini della Lombardia”.

Tra i relatori Paolo Rossi e Ambra Motta, ricercatori del CRPA.

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LESS – Allevamenti agrozootecnici più sostenibili con le buone pratiche

Giornata dimostrativa il 22 novembre a Leno (BS)

Si svolgerà il 22 novembre a Leno in provincia di Brescia una giornata dimostrativa del progetto Low EmiSSion farming, che intende sensibilizzare sul tema della compatibilità ambientale e favorire l’applicazione di tecniche produttive per limitare l’impatto sull’ambiente del settore agricolo lombardo.

La giornata sarà l’occasione per illustrare le tecniche di riduzione delle emissioni efficaci ed efficienti lungo tutto il ciclo di produzione in un’ottica di sostenibilità sia entro l’azienda agro-zootecnica di bovini da latte che sul territorio.

Programma

10:15 Registrazione dei partecipanti

10:30 Saluti di benvenuto e presentazione dell’azienda Società Agricola Canobbio

Giulia ZARRO – Promocoop Lombardia
Mauro CANOBBIO – Società Agricola Canobbio

10:45 Interventi

Buone pratiche per ridurre le emissioni di GHG e ammoniaca nelle aziende agrozootecniche
Maria Teresa PACCHIOLI – CRPA SCPA

Tecniche irrigue innovative del mais per la sostenibilità degli allevamenti zootecnici
Fabrizio RUOZZI – FCSR – ETS

Adozione aziendale di tecniche gestionali sostenibili
Luca CANOBBIO – Società Agricola Canobbio

11:30 Discussione con i partecipanti

La chiusura dei lavori è prevista per le 12:30.

Partecipazione libera, previa registrazione (entro le ore 13:00 di lunedì 21 novembre 2022).

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Recupero e gestione di alternative alimentari

Newsletter n. 4 – ottobre 2022

In occasione della seconda giornata dimostrativa del progetto EcoSost Farm che si è tenuta il giorno 7 settembre 2022 presso la sede del Parco Regionale dell’Adda Sud, oltre alla presentazione dei 16 indicatori di efficienza tecnico ed economica, è stato affrontato il tema dell’opportunità di impiego dei sottoprodotti agroindustriali come alternativa alimentare per le bovine da latte. I sottoprodotti infatti sono una risorsa estremamente importante…

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EcoSost Farm – Best practice negli allevamenti da latte

Video con la sintesi degli obiettivi e dei risultati attesi del progetto

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SALCASA – Filiera corta sostenibile dei salumi e delle carni derivanti da suini all’aperto

Il Gruppo Operativo per l’Innovazione SALCASA – Filiera corta sostenibile dei salumi e delle carni derivanti da suini all’aperto ha portato a termine una buona parte delle attività previste

Tra le attività svolte nel corso del progetto è stata condotta, con la collaborazione dei Servizi Veterinari regionali dell’Emilia-Romagna, un’analisi dei fabbisogni d’innovazione degli allevatori di suini all’aperto.

L’indagine ha evidenziato che l’allevamento suinicolo all’aperto in Emilia-Romagna interessa realtà di piccole dimensioni, ubicate prevalentemente nell’area montana. Nella maggior parte dei casi, l’attività di allevamento risulta connessa a quella di commercializzazione dei prodotti trasformati in azienda o da terzi, a conferma del fatto che, al momento, esso sembra intercettare una specifica richiesta di mercato, che possiamo definire come “nicchia” o segmento commerciale e riferirla a una tipologia di consumatore che ricerca prodotti con un valore aggiunto di tipo “etico” e qualitativo.

Leggi di più nella newsletter n. 2

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Progetto PORCASTRO: Opuscolo n. 4

La sostenibilità economica dei sistemi alternativi alla castrazione senza anestesia e analgesia è l’argomento trattato nel quarto opuscolo del progetto

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Progetto PORCASTRO: Opuscolo n. 3

Nel terzo opuscolo vengono valutati i protocolli per il controllo del dolore al fine di migliorare il benessere dei suinetti dopo la castrazione chirurgica

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Low EmiSSion farming, migliorare la redditività degli allevamenti zootecnici nell’ottica di uno sviluppo sostenibile

Convegno finale il 21 ottobre a Montichiari (BS)

Il progetto Low EmiSSion farming, realizzato con il contributo della Regione Lombardia (FEASR – Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020), è giunto al termine.

Il progetto si poneva come obiettivo la diffusione dell’informazione e dell’innovazione disponibili riguardo la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG) e di ammoniaca provenienti dal settore agricolo lombardo, con particolare riferimento all’allevamento delle bovine da latte e dei suini.

L’incontro sarà l’occasione per presentare i risultati ottenuti nei due anni di attività.

Programma

15:15 Registrazione dei partecipanti

15:30 Saluti di benvenuto e apertura del convegno

Cecilia BALLETTA – Promocoop Lombardia

15:45 Interventi

Formulazione di diete ad alta efficienza azotata in suinicoltura

Sujen SANTINI – Comazoo

Introduzione di buone pratiche per ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti di bovine da latte

Maria Teresa PACCHIOLI – CRPA SCPA

16:15 Discussione con i partecipanti

La chiusura dei lavori è prevista per le 16:30

Partecipazione libera, previa registrazione entro le ore 13:00 del 20 ottobre.

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Indici di efficienza alimentare: elementi chiave per lo sviluppo sostenibile delle stalle

Newsletter n. 3 – Ottobre 2022

Si è svolta il giorno 7 settembre 2022 la seconda giornata dimostrativa del progetto EcoSost Farm, finalizzato a trasferire le best practices legate allo sviluppo sostenibile delle aziende agro-zootecniche da latte, anche situate in aree protette.

Durante l’incontro che si è tenuto presso la sede del Parco Regionale dell’Adda Sud, sono stati presentati i risultati relativi ad uno studio che ha coinvolto 90 stalle italiane, situate in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Sardegna, nelle quali sono stati calcolati 16 diversi indicatori di efficienza tecnico-nutrizionale ed economica.

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Ethical Cheese – Webinar convegno finale

Durante il convegno sono illustrati i principali risultati ottenuti e relativi a standard internazionali sul benessere animale, requisiti del protocollo Ethical Cheese, criticità e interventi migliorativi nelle Aziende Pilota, costi d’investimento e gestione degli interventi, incidenza sui costi di produzione e possibile iter di certificazione.
L’evento è stato anche l’occasione per presentare alcune caratteristiche del protocollo Ethical Cheese presenti nelle Aziende Pilota.

Progetto PORCASTRO – Comunicato stampa n. 2

Milano, 29 settembre 2022 – Dopo trentasei mesi di intense attività, chiude positivamente il progetto Verifiche sperimentali su sistemi alternativi alla castrazione senza anestesia e analgesia nell’allevamento suino per il miglioramento del benessere (PorCastro), il cui obiettivo è stato quello di migliorare il benessere dei suini allevati mediante la verifica in campo di tecniche alternative alla castrazione chirurgica, oggi praticata senza anestesia e/o analgesia. L’ultima attività del progetto è stata la presentazione delle attività e dei risultati che si tenuta il 23 settembre 2022.


Attraverso le numerose e diversificate attività di divulgazione è stato possibile diffondere i risultati di PorCastro a un vasto numero di imprese agro-zootecniche e di addetti ai lavori (tecnici e veterinari, ricercatori universitari, associazioni di allevatori, organizzazioni agricole, responsabili di servizi di sviluppo agricolo o di altri servizi tecnici pubblici).


Nel sito web del progetto (https://www.fondazionecrpa.it/prodotto/porcastro/) sono disponibili e scaricabili gratuitamente i prodotti divulgativi relativi alle attività e ai risultati del progetto PorCastro: le newsletter, gli articoli divulgativi e scientifici, gli opuscoli, i video realizzati e la presentazione finale del 23 settembre 2022 (registrazione video dell’evento).

Per informazioni: porcastro@unimi.it

Si chiude il progetto Ethical Cheese: i risultati di trenta mesi di attività

Leggi il comunicato stampa

Ethical Cheese – Valorizzazione commerciale del Parmigiano Reggiano basata sulla diversificazione produttiva e certificazioni aggiuntive alla DOP: biologico e benessere animale.

Reggio Emilia, 26 settembre 2022 – Dopo trenta mesi di intense attività, si chiude positivamente l’esperienza di Ethical Cheese – Valorizzazione commerciale del Parmigiano Reggiano basata sulla diversificazione produttiva e certificazioni aggiuntive alla DOP: biologico e benessere animale, il cui scopo è stato quello di organizzare una filiera produttiva del Parmigiano Reggiano con plus di qualità aggiuntivi alla DOP, capaci di cogliere le richieste del consumatore attento all’eticità e alla sostenibilità delle produzioni.

Iniziato nel settembre 2019, il progetto ha posto l’accento sulla valorizzazione commerciale di standard più elevati di benessere animale e ridotto uso di farmaci applicati al Parmigiano Reggiano DOP, attraverso l’organizzazione di una filiera corta, molto specializzata e rivolta alla commercializzazione sul mercato domestico e all’estero, verso Paesi particolarmente sensibili a queste tematiche etiche.

Il primo risultato ottenuto è stato la verifica di quali disciplinari commerciali internazionali basati su protocolli con alti standard di benessere animale possono essere applicati alla realtà del Parmigiano Reggiano, facendo un’attenta analisi di aspetti tecnici ed economici. Conoscere le principali criticità rispetto a un disciplinare con alti standard di benessere animale e il costo (investimento e gestione) dei possibili interventi per risolverle è fondamentale per capire quanto l’adesione a un’iniziativa di questo tipo possa incidere positivamente o negativamente sulla redditività aziendale. Un altro aspetto da non sottovalutare è quello che attraverso il progetto è stato possibile capire quanto un protocollo come questo possa “pesare” sull’ambiente. Ethical Cheese, infatti, ha permesso anche di verificare la possibilità di migliorare la produzione foraggera e l’utilizzo razionale del pascolamento nelle aziende da latte, con lo scopo di diminuire il ricorso ad alimenti provenienti da fuori azienda e la corretta ed efficace valorizzazione dei reflui zootecnici ai fini ammendanti e nutritivi nelle aziende.

In particolare, l’analisi tecnica, economica e ambientale relativa agli interventi migliorativi per adeguarsi al protocollo con standard di benessere animale superiori ai minimi di legge ha permesso di valutare se l’adesione da parte di allevatori e trasformatori a questi standard possa essere sostenibile da ogni punto di vista. Per esempio, dal punto di vista economico è emerso, con tutta evidenza, che gli interventi finalizzati al miglioramento del benessere animale permettono di ridurre le spese di farmaci e di veterinario negli allevamenti coinvolti in Ethical Cheese e che la creazione di una filiera con alti standard di benessere animale può favorire una migliore remunerazione del prodotto all’origine, data dalla possibilità di un posizionamento “premium” grazie ai plus intrinseci e contenuti di valore etico facilmente comunicabili.

Un aspetto fondamentale da considerare è il possibile maggior prezzo di vendita del formaggio con alti standard qualitativi rispetto a quello tradizionale, ipotizzabile per il fatto che il consumatore finale risponda positivamente alla proposta di prodotti con elevato contenuto di benessere animale e di sostenibilità ambientale; in altre parole, si può pensare ad un benefico effetto a cascata, che dal maggior prezzo di vendita del formaggio “etico” risale fino alla produzione primaria, con maggiore prezzo di vendita del latte “benessere”, all’interno di accordi di filiera che prevedano specifici capitolati di fornitura. Peraltro, non è azzardato prevedere un aumento della domanda di questi prodotti da parte della distribuzione estera, soprattutto in quei paesi particolarmente sensibili, per cultura e tradizione, alle tematiche del benessere animale, anche perché il protocollo del caseificio Montanari & Gruzza, capofila del progetto, è strettamente legato al disciplinare inglese Red Tractor.

Infine, attraverso le attività di divulgazione è stato possibile diffondere i risultati di Ethical Cheese, non solo al caseificio e agli allevatori coinvolti, ma anche a un vasto numero di imprese agro-zootecniche e di addetti ai lavori (tecnici e veterinari, ricercatori universitari, associazioni di allevatori, organizzazioni agricole, responsabili di servizi di sviluppo agricolo o di altri servizi tecnici pubblici).

Nei siti web di Montanari & Gruzza e della Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS sono disponibili e scaricabili i prodotti divulgativi relativi alle attività e ai risultati del progetto Ethical Cheese: le quattro newsletter, gli articoli divulgativi, l’opuscolo sul protocollo e i materiali utilizzati durante il convegno finale del 14 settembre scorso (le presentazioni dei relatori e la registrazione video dell’evento).

Il Gruppo Operativo Ethical Cheese, finanziato dal Psr 2014-2020 dell’Emilia-Romagna, vede, oltre al già citato caseificio Montanari & Gruzza spa, in qualità di capofila, anche: Fondazione CRPA Studi Ricerche ETS, Bertoni srl, Società agricola Colombare S.S., Società Agricola “Il Bosco” ss, Conforti scarl, Centro Ricerche Produzioni Animali – CRPA Soc. Cons. p. A. e Dinamica Soc. Cons. a rl.

Per informazioni: https://www.fondazionecrpa.it/prodotto/goi-ethical-cheese/

Sito capofila: https://www.montanari-gruzza.it/

Contatto: a.gastaldo@crpa.it.

PorCastro al 73° congresso annuale EAAP

In occasione del 73° congresso annuale EAAP – European Federation of Animal Science, tenutosi a Porto (PT) dal 5 al 9 Settembre 2022 la Dott.ssa Gaia Pesenti Rossi del gruppo di ricerca del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano ha presentato i poster dei lavori “Immunocastration in heavy pig production: growth performance and carcass characteristics” e “Effect of immunocastration on body lesions in heavy pigs: preliminary results”.

Con questi lavori sono stati presentati i risultati circa l’uso dell’immunocastrazione nel contesto dell’allevamento del suino pesante e che rientrano nel Progetto di ricerca “Porcastro – Verifiche sperimentali su sistemi alternativi alla castrazione senza anestesia e analgesia nell’allevamento suino per il miglioramento del benessere animale”. L’utilizzo di questa tecnica permetterebbe di mantenere buone performance produttive, pur presentando alcune criticità legate al benessere animale nelle fasi iniziali del trattamento.

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Castrazione dei suinetti: la situazione europea e le possibili alternative

In questo artico, pubblicato su Professione Suinicoltore, Gennaio/Febbraio 2022, si fa il punto sulla castrazione dei suinetti in Europa, come viene messa in atto in alcuni Stati e quali sono
le alternative alla castrazione chirurgica senza terapia del dolore.

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PorCastro – Newsletter n. 3 – Presentazione online risultati del progetto

Il 23 settembre 2022 a partire dalle ore 16:30 verranno presentati i risultati del progetto.

La diretta è disponibile al link: https://video.unimi.it/live/lecturec/?Lodi

La registrazione della diretta è disponibile alla pagina PorCastro – Registrazione convegno finale 23.09.2022

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Low EmiSSion farming, strategie alimentari per ridurre le emissioni degli allevamenti suinicoli

Giornata dimostrativa il 6 ottobre a Montichiari (BS)

Ormai da diversi anni le normative spingono nella direzione del controllo dell’alimentazione in allevamento al fine di conseguire la riduzione delle escrezioni di azoto e delle emissioni in atmosfera.

Nell’ambito del progetto Low EmiSSion farming, realizzato con il contributo della Regione Lombardia è stato studiato l’effetto dell’integrazione della dieta con proteasi microbiche sulla riduzione dell’impatto ambientale degli allevamenti suinicoli ottenuto attraverso una migliore digeribilità e assorbimento dell’azoto ingerito.

L’incontro sarà l’occasione per illustrare i risultati della prova di alimentazione.

Programma

10:15 Registrazione dei partecipanti

10:30 Saluti di benvenuto e presentazione dell’Azienda Agricola Barozzi

Giulia ZARRO – Promocoop
Davide BAROZZI – Azienda Agricola Barozzi

10:45 Interventi

Formulazione ed impiego di diete ad alta efficienza azotata in suinicoltura

Sujen SANTINI – Comazoo

Risultati produttivi di diete ipoproteiche integrate da enzimi per il suino all’ingrasso

Maria Teresa PACCHIOLI – CRPA SCPA

Presentazione della APP per il calcolo del bilancio dell’azoto

Andrea BERTOLINI – FCSR

12:15 Discussione con i partecipanti

La chiusura dei lavori è prevista per le 12:30 con un aperitivo di commiato

Partecipazione libera, previa registrazione entro le ore 13:00 di mercoledì 5 ottobre 2022

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PorCastro, sistemi alternativi alla castrazione senza anestesia e analgesia nell’allevamento suino

Pubblicato un articolo su Veterinary Science

Migliorare il benessere dei suini allevati mediante la verifica in campo di tecniche alternative alle attuali pratiche di castrazione è l’obiettivo del progetto PorCastro – Verifiche sperimentali su sistemi alternativi alla castrazione senza anestesia e analgesia nell’allevamento suino per il miglioramento del benessere animale, che coinvolge il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano, la Fondazione CRPA Studi Ricerche di Reggio Emilia, la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale – Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e l’azienda agricola Allevamenti di Nerviano srl.

A conclusione delle prove sull’immunocastrazione, i risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Veterinary Sciences”. L’articolo è disponibile a questo link https://www.mdpi.com/2306-7381/9/8/410

A questa pagina tutte le informazioni sul progetto.

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Valorizzazione commerciale del Parmigiano Reggiano basata sulla diversificazione produttiva e certificazioni aggiuntive alla DOP – Convegno finale del GOI Ethical Cheese

Webinar – Mercoledì 14 settembre 2022, ore 10:15

Guarda la registrazione del Convegno finale del Goi Ethical Cheese.

Il Gruppo Operativo per l’Innovazione “Ethical Cheese – Valorizzazione commerciale del Parmigiano Reggiano basata sulla diversificazione produttiva e certificazioni aggiuntive alla DOP: biologico e benessere animale” vuole verificare la fattibilità tecnico-economica dell’adesione di una filiera produttiva del Parmigiano Reggiano composta da tredici allevamenti bovini da latte a standard di benessere animale superiori ai minimi di legge.


Durante il convegno verranno illustrati i principali risultati ottenuti e relativi a standard internazionali sul benessere animale, requisiti del protocollo Ethical Cheese, criticità e interventi migliorativi nelle Aziende Pilota, costi d’investimento e gestione degli interventi, incidenza sui costi di produzione e possibile iter di certificazione.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare alcune caratteristiche del protocollo Ethical Cheese presenti nelle Aziende Pilota.

PARTNER

Il GOI Ethical Cheese vede il coinvolgimento del caseificio Montanari & Gruzza spa, in qualità di capofila del progetto, del Centro Ricerche Produzioni Animali – Soc. Cons. p. A., della Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS, del centro di formazione Dinamica scarl, unitamente a tre aziende zootecniche (Società Agricola Colombare s.s., Società Agricola Il Bosco s.s. e Conforti s.c.a.r.l.) e alla Bertoni srl, impresa di trasformazione e commercio.

PROGRAMMA

10:15 Apertura lavori
Alessandro GASTALDO – FCSR
Patrizia ALBERTI – Regione Emilia-Romagna
Margherita MONTANARI – Montanari & Gruzza

10:30 Interventi


Disciplinare regionale e standard internazionali sul benessere animale
Ambra MOTTA – CRPA scpa


Protocollo Ethical Cheese, criticità e interventi migliorativi sul benessere animale con visita guidata virtuale alle Aziende Pilota
Alessandro GASTALDO – FCSR


Costi d’investimento e gestione degli interventi sul benessere animale
Paolo ROSSI – CRPA scpa


Incidenza sui costi di produzione degli interventi sul benessere animale
Alberto MENGHI – CRPA scpa


Iter di certificazione per alti standard di benessere animale
Maria Chiara FERRARESE – CSQA Certificazioni Srl


12:15 Discussione e chiusura dei lavori

Partecipazione libera, previa registrazione (da effettuarsi entro le ore 24:00 di martedì 13 settembre 2022).

Il link per il collegamento al webinar verrà inviato il giorno dell’evento, entro le ore 09:00.

Seguici sul sito del progetto Ethical Cheese

Sostenibilità economica delle produzioni negli allevamenti da latte: giornata dimostrativa il 7 settembre a Lodi

Nell’ambito del progetto EcoSost Farm – che ha monitorato il benessere animale, la sostenibilità ambientale e l’efficienza economica negli allevamenti bovini da latte presenti nel Parco dell’Adda Sud – si svolgerà il 7 settembre a Lodi una giornata dimostrativa per illustrare i risultati relativi agli indici di sostenibilità economica delle produzioni e alla qualità dei foraggi aziendali.

Per maggiori informazioni, scarica la locandina dell’evento, allegata sotto.

Per l’iscrizione alla giornata dimostrativa, visita questo LINK.

Segui le attività del progetto EcoSost Farm sulla sua pagina Facebook.

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Il progetto PorCastro ha valutato anestesia e analgesia per il controllo del dolore nella castrazione dei suinetti

Migliorare il benessere dei suini allevati mediante la verifica in campo di tecniche alternative alle attuali pratiche di castrazione è l’obiettivo del progetto PorCastro finanziato dalla Regione Lombardia, che in una prima fase ha valutato gli effetti della castrazione immunologica o immunocastrazione come alternativa alla castrazione senza anestesia e analgesia negli allevamenti che producono suino pesante (vedi newsletter 1 del progetto)

Nella seconda fase del progetto è stata valutata l’applicabilità in allevamento di un dispositivo per anestesia gassosa, nonché l’efficacia e l’applicabilità di differenti protocolli analgesici per il controllo del dolore in suinetti sottoposti a castrazione chirurgica.

Per questa seconda fase sperimentale sono stati selezionati, all’età di 4 giorni, 128 suinetti provenienti da nidiate contemporanee.

Alcuni risultati preliminari e l’impatto di queste tecniche sui costi di produzione sono riportati nella newsletter 2 del progetto.

Leggi tutte le news del progetto Porcastro

Progetto PORCASTRO: Opuscolo n. 2

Nel secondo opuscolo si valutata l’immunocastrazione come possibile alternativa alla castrazione chirurgica e i suoi effetti sul benessere animale

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Ethical Cheese – misurazione del benessere animale e dell’impronta di carbonio per un Parmigiano Reggiano di qualità

Leggi la newsletter 3 del progetto

All’interno delle attività del Gruppo Operativo per l’Innovazione Ethical Cheese è stata misurata l’impronta di carbonio di 13 aziende produttrici di latte destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano attraverso l’applicazione dell’analisi LCA secondo le norme ISO 14040-14044:2006, 14046:2014, nonché l’individuazione di interventi migliorativi rispetto a eventuali punti critici rilevati su aspetti legati al benessere animale.

La descrizione di tali attività e dei relativi studi sono spiegati in questa newsletter.

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Ethical Cheese – certificazioni aggiuntive per la valorizzazione del Parmigiano Reggiano

Leggi la newsletter 2 del progetto

All’interno delle attività del Gruppo Operativo per l’Innovazione Ethical Cheese era prevista, da parte della Fondazione CRPA in stretta collaborazione con Montanari & Gruzza, capofila del progetto, l’individuazione di uno standard sul quale basare il protocollo Ethical Cheese: lo standard individuato è quello di Red Tractor.

Sulla base di questo standard sono state realizzate diverse attività, spiegate in questa newsletter.

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Parsutt, alla ricerca di uno nuovo standard per i suini della filiera del Parma Dop

Leggi la newsletter 1 del progetto

Tra le prime attività previste da Parsutt – PARma ham high SUsTainability sTandard – c’era la raccolta di informazioni sugli Standard Internazionali più rappresentativi, analizzando le principali differenze tra loro riferite in particolare al benessere animale, alla biosicurezza e alla riduzione degli antibiotici, allo scopo di arrivare a definire un nuovo standard per gli allevamenti della filiera del Prosciutto di Parma Dop.

L’attività viene spiegata nella newsletter 1 del progetto.

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Prosciutto di Parma avvia un progetto di filiera virtuosa

Obiettivo: migliorare gli standard di sostenibilità in allevamento
Focus su benessere animale, uso responsabile del farmaco e biosicurezza

Una filiera virtuosa e più sostenibile per il Prosciutto di Parma. È questo l’obiettivo di PARSUTT – PARma ham high SUsTainability sTandard, il progetto, coordinato dal Centro Ricerche Produzioni Animali – CRPA di Reggio Emilia e finanziato dalla Regione EmiliaRomagna, vede la partecipazione diretta del Consorzio di tutela, di un selezionato numero di operatori della filiera – produttori, allevatori, macellatori – e si avvale del supporto di altri partner tecnico-scientifici quali l’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Medicina Veterinaria, l’Organismo di Certificazione CSQA Certificazioni e dell’ente di formazione Dinamica Soc. Cons. a r.l.

PARSUTT fornisce un modello virtuoso a tutti gli anelli della filiera produttiva del Prosciutto di Parma affinché adottino degli standard di sostenibilità più elevati rispetto a quelli imposti dalla normativa vigente riguardanti temi quali il benessere animale, l’uso prudente del farmaco e la biosicurezza. Particolare attenzione è posta sui primi anelli della filiera, allevamento e macellazione, dove il progetto si propone di identificare, sviluppare e promuovere degli indicatori concreti per ottenere un Prosciutto di Parma sempre più rispettoso, capace di cogliere le richieste del consumatore moderno attento alla sostenibilità delle produzioni e del cibo che acquista.

“Abbiamo fortemente voluto questo progetto per lanciare un chiaro messaggio alla filiera e alle Istituzioni affinché si mettano in campo tutte le azioni necessarie a far evolvere il settore suinicolo rendendolo più innovativo e sostenibile sotto tutti i punti di vista. Da tempo siamo promotori di un percorso di sensibilizzazione e con questo progetto vogliamo offrire uno stimolo concreto a un cambiamento che non è più procrastinabile – dichiara Vittorio Capanna, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma -. Allo stesso modo, attraverso il Green Deal e la strategia Farm to Fork, la Commissione Europea ha delineato un processo di rinnovamento generale al quale l’intera filiera del Prosciutto di Parma deve necessariamente aderire. Oggi più che mai è importante rendersi conto che un’altra strada non solo è possibile ma è sempre più richiesta dai nostri consumatori e dal mercato.
Siamo fiduciosi che questa iniziativa possa fare da apripista e accogliere sempre più nuove realtà produttive, perché – conclude Capanna – è a piccoli passi che diamo continuità alla nostra storia millenaria e costruiamo il futuro che verrà”.

“Per CRPA è motivo di grande soddisfazione poter lavorare a fianco del Consorzio e degli altri partner per la progettazione di una filiera virtuosa in grado di conferire a un prodotto già così rinomato garanzie aggiuntive per le crescenti aspettative dei consumatori – afferma Adelfo Magnavacchi, direttore di CRPA -. Siamo felici di poter mettere a disposizione le nostre competenze tecniche per questo progetto ambizioso, che coinvolge tutti gli anelli della catena produttiva e che andrà a toccare la sostenibilità in tutte le sue declinazioni: benessere degli animali, riduzione dell’uso del farmaco, sostenibilità ambientale ed economica. Siamo certi che i risultati saranno estremamente interessanti – prosegue Magnavacchi – e lavoreremo affinché siano un modello applicabile per quanti nel comparto suinicolo vorranno procedere in questa direzione”.

Il progetto PARSUTT analizzerà i principali disciplinari e linee guida nazionali e internazionali che prevedono elevati standard di benessere animale negli allevamenti suinicoli al fine di determinare un elenco di parametri rilevanti e propedeutici al miglioramento condiviso dai principali portatori d’interesse e studiati da un gruppo di esperti scientifici internazionali che individuerà anche i livelli soglia per ogni parametro. Nella definizione di tali parametri, saranno prese in considerazione anche le indicazioni relative al benessere animale e alla biosicurezza riportate in Classyfarm e nel Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale – SQNBA condotto dal Ministero della Salute e dal Mipaaf.

La fase successiva prevede la stesura di un protocollo – il disciplinare tecnico del Prosciutto di Parma con alti standard di benessere animale, elevati livelli di biosicurezza e con indicazioni per un uso responsabile degli antibiotici. Il documento verrà utilizzato come riferimento normativo volontario, elaborato con il consenso delle parti interessate. Insieme al protocollo verranno anche realizzati un manuale con le istruzioni di rilievo e gli strumenti di verifica, quali una checklist per la raccolta dati in allevamento e un programma informatico per la verifica della conformità ai parametri del protocollo.

Il disciplinare tecnico è studiato per contenere anche un innovativo sistema di gestione della tracciabilità e rintracciabilità dei prosciutti lavorati secondo tale modello virtuoso lungo tutta la filiera, dalla fase d’allevamento fino alla stagionatura del prosciutto e alla sua commercializzazione attraverso una nuova metodologia di raccolta di informazioni in tutte le fasi del processo produttivo che consenta di verificare e identificare anche a ritroso ogni singola azione svolta.
I diversi anelli della filiera potranno accedere a un disciplinare di allevamento testato in grado di aumentare la redditività e la competitività delle singole aziende, rispondendo alle più attuali richieste dei consumatori in materia di eticità e sostenibilità delle produzioni.

Verrà contestualmente impostato e avviato un iter di certificazione per le aziende aderenti al progetto.

Il progetto coinvolgerà alcune aziende pilota presso le quali verranno eseguite delle analisi tecnico-economiche di possibili punti critici da risolvere con la successiva attuazione di interventi migliorativi.

È prevista inoltre la verifica della sostenibilità economica e ambientale dell’applicazione del protocollo su tutta la filiera con la quantificazione dei costi d’investimento e di gestione e la loro incidenza generale sulla produzione del Prosciutto di Parma. In ambito ambientale sarà calcolata l’impronta di carbonio attraverso l’utilizzo della metodologia Life Cycle Assessment che permette di quantificare gli impatti in relazione alle fasi del ciclo di vita del prodotto analizzato, al fine di individuare le fasi produttive più critiche e i possibili interventi di miglioramento che consentano di ridurne l’impatto ambientale. CSQA sarà
l’organismo partner che si occuperà delle attività di certificazioni per questo importante progetto.

Infine, un attento studio del mercato nazionale e internazionale permetterà di valutare la propensione all’acquisto di Prosciutto di Parma animal friendly da parte del consumatore e l’accoglienza da parte della grande distribuzione e di definire le possibili strategie di marketing.

Il progetto di filiera virtuosa del Prosciutto di Parma seguirà anche un piano formativo e di divulgazione articolato che prevede il coinvolgimento di allevatori e veterinari aziendali nelle province emiliane ad alta concentrazione di suini su benessere animale, biosicurezza e uso prudente del farmaco. La comunicazione del nuovo modello avverrà attraverso un sito dedicato, seminari con visite “virtuali” alle aziende pilota, convegni e materiale informativo.

Per informazioni: Alessandro Gastaldo – a.gastaldo@crpa.it

Divulgazione a cura di Centro Ricerche Produzioni Animali – C.R.P.A. S.p.a. – Autorità di Gestione: Direzione Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia Romagna. Iniziativa realizzata nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 — Tipo di operazione 16.1.01 — Gruppi operativi del partenariato europeo per l’innovazione: produttività e sostenibilità dell’agricoltura — Focus Area 3A – Progetto “PARSUTT – PARma ham high SusTainability sTandard”.

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Azienda-agricola-Valsecchi

Metodologia IBA per valutare il benessere animale

Newsletter n. 2 – giugno 2022

L’attuale modello di allevamento zootecnico è considerato dall’opinione pubblica poco rispettoso del benessere animale e fortemente responsabile dell’inquinamento di suolo, acqua e aria. L’82% dei cittadini europei afferma che il benessere degli animali da allevamento dovrebbe essere maggiormente tutelato rispetto a quanto non lo sia adesso (Eurobarometro maggio 2021).

Il progetto Ecosost Farm ha attuato, presso il capofila, l’azienda agricola Valsecchi Carlo a Comazzo (LO), un monitoraggio puntuale e continuativo dei principali indici di efficienza e qualità delle produzioni aziendali per migliorare la redditività in un’ottica di uno sviluppo più sostenibile. Oltre agli indicatori legati all’impatto ambientale e all’efficienza economica sono stati presi in considerazione gli indicatori di benessere animale…

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