Innovazione e sostenibilità in agricoltura: tra i Gruppi Operativi EIP-AGRI premiati nel 2024 c’è anche PARSUTT

Una pubblicazione dell’EU CAP Network racconta i progetti che hanno migliorato produttività e sostenibilità nelle aree rurali dell’Unione Europea

Dal 2012, oltre 3400 progetti dei gruppi operativi EIP-AGRI hanno contribuito ad aumentare la produttività e la sostenibilità nell’agricoltura, nella silvicoltura e nelle zone rurali dell’Unione Europea. 

La Rete Europea per la PAC ha realizzato una brochure che mette in evidenza i gruppi operativi più meritevoli, nominati e premiati agli EIP-AGRI Innovation Awards 2024, tra i quali anche il gruppo operativo PARSUTT – PARma ham high SUsTainability sTandard, di cui siamo stati capofila. 

“L’idea di Parsutt è nata dall’esigenza del Consorzio del Prosciutto di Parma di verificare se fosse tecnicamente ed economicamente fattibile produrre prosciutto con standard di benessere animale e biosicurezza superiori ai minimi previsti dalla legge” ha affermato la ricercatrice di CRPA Annunziata Palamara. 

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Consulenza CRPA su benessere animale e biosicurezza negli allevamenti bovini da latte

Con questo servizio supportiamo caseifici e altre aziende di lavorazione del latte nell’individuazione degli interventi che gli allevamenti conferenti devono realizzare per innovarsi e migliorarsi, anche in previsione di un adeguamento ai disciplinari SQNBA e a future norme basate sulle recenti raccomandazioni EFSA

Nel 2025 il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) è entrato pienamente in vigore a seguito del Decreto Interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 novembre 2024. Lo schema SQNBA stabilisce requisiti certificabili per le principali specie zootecniche, tra cui i bovini da latte, dando risposta alle richieste di mercati e consumatori sempre più attenti al benessere animale, alla tracciabilità e alla sostenibilità delle produzioni.

Questi requisiti, cogenti per l’accesso a premi PAC ed Eco-schemi, impongono agli operatori adeguamenti sostanziali nella gestione e comunicazione delle proprie filiere, dalla stalla fino all’etichetta del prodotto finito.

Inoltre, nel 2023 la Commissione europea si è affidata ad EFSA per realizzare 2 pareri scientifici sui bovini da latte, coordinati da esperti internazionali e basati sulle più importanti e recenti pubblicazioni scientifiche. In queste opinioni sono riportate una serie di raccomandazioni sul benessere delle vacche e dei vitelli, con analisi del rischio per i diversi sistemi di stabulazione. Queste raccomandazioni sono alla base di norme future previste per il 2026.

In questo scenario, la consulenza specializzata rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare la transizione verso sistemi d’allevamento più rispettosi del benessere animale e più attenti alla sicurezza sanitaria.

Il servizio CRPA: come funziona la consulenza per gli allevamenti bovini da latte

Il Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia offre a caseifici e altre aziende di lavorazione del latte una consulenza altamente specializzata sul benessere animale e sulla biosicurezza negli allevamenti bovini da latte.

La consulenza prevede:

  • l’individuazione delle criticità gestionali e strutturali dell’allevamento che possono influire sul benessere animale e sulla biosicurezza;
  • l’analisi degli interventi migliorativi con verifica della loro sostenibilità economica. Particolare attenzione è dedicata alla rispondenza ai requisiti dei disciplinari SQNBA e alle raccomandazioni europee dell’EFSA;
  • la stesura di una relazione dettagliata di filiera, che fotografa lo stato degli allevamenti conferenti, ne evidenzia i punti critici e indica i costi degli interventi migliorativi, offrendo così un supporto concreto sia per la gestione quotidiana che per la valorizzazione commerciale della filiera.

Morsicatura della coda nei suini, che ruolo ha la salute?

Analizzando le ipotesi sull’origine della morsicatura, l’articolo esplora il legame tra condizioni sanitarie sub-ottimali, attivazione del sistema immunitario e alterazioni comportamentali, evidenziando la necessità di un approccio integrato alla prevenzione

E’ ampiamente riconosciuto come la morsicatura della coda rappresenti un problema complesso e multifattoriale (Henry et al., 2021); tra i molteplici fattori coinvolti nell’insorgenza di questo comportamento anomalo possiamo ricordare, ad esempio, la competizione per accedere alla mangiatoia e all’abbeveratoio, la qualità dell’alimento e dell’acqua di bevanda, la composizione della dieta, il comfort termico, la disponibilità e la tipologia di materiali manipolabili, lo spazio disponibile, ma anche la genetica e lo stato di salute degli animali (Taylor et al., 2010; D’Eath et al., 2014).

La gestione e il controllo dei vari fattori di rischio sono azioni fondamentali che oggi gli allevatori intraprendono per cercare di prevenire la comparsa del problema della morsicatura della coda, benché sia necessario stabilire i valori ottimali per i diversi fattori presi in esame.

Nonostante tutti questi sforzi, infatti, il problema rimane un evento imprevedibile e tutti gli allevamenti suinicoli sono esposti al rischio che si presentino dei casi di morsicatura della coda, indipendentemente da fatto che effettuino la caudotomia.

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Densità elevata e grandi gruppi sono fattori di rischio biting

Esperienze come quella finlandese dimostrano che l’aumento della superficie di stabulazione, insieme a una gestione più attenta, può essere una misura efficace per prevenire la morsicatura della coda nei suini senza ricorrere al taglio

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (European Food Safety Authority – EFSA) nel dicembre 2007 (EFSA,2007) ha indicato, nell’opinione scientifica sul rischio associato alla morsicatura della coda dal titolo The risks associated with tail biting in pigs and possible means to reduce the need for tail docking considering the different housing and husbandry systems, che una elevata densità degli animali e la dimensione del gruppo aumentano la probabilità che si manifesti un’epidemia di morsicatura della coda.

A sostegno di questa tesi, EFSA cita una serie di studi scientifici che confermano che uno limitato spazio disponibile e un numero elevato di soggetti per gruppo sono associati a un aumento del rischio di morsicatura della coda (Jericho e Church, 1972; Krider et al., 1975; Haske et al., 1979; Fritschen e Hogg, 1983; Geers et al., 1985; Arey, 1991 Schrøder-Petersen e Simonsen, 2001).

In aggiunta, Efsa riporta anche alcuni studi che non hanno evidenziato differenze:

  • Pedersen (1990) con gruppi di 16 e 48 suini;
  • Nielsen (1992) con gruppi di 15, 30, 60 e 120 suini;
  • Beattie et al. (1996) con gruppi di 6 suini da 6 a 12 settimane di vita e superfici di stabulazione pari a 0,5, 1,1, 1,7 o 2,3 m2/capo;
  • Spoolder et al. (1999) con gruppi di 20, 40 e 80 suini e superfici di stabulazione pari a 0,55 m2/capo;
  • Schmolke et al. (2003) con gruppi di 20, 40, 60 e 80 suini e superfici di stabulazione pari a 0,76 m2/capo.

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Morsicatura della coda, il problema nasce in sala parto

È necessario intervenire attraverso arricchimento ambientale, alimentazione adeguata, comfort termico, buona progettazione del box parto e gestione sanitaria mirata, in modo da ridurre in modo strutturale la problematica

La morsicatura della coda (tail biting) è uno dei problemi più diffusi e complessi dell’allevamento suinicolo moderno. Quando si manifesta, comporta conseguenze gravi sul benessere animale e sulle performance produttive.

Sebbene si manifesti spesso dopo lo svezzamento, è ormai noto che le sue cause possono avere origine già nei primi giorni di vita (Prunier et al., 2020). Fattori legati alla fase neonatale – spesso trascurati – predispongono i suinetti a sviluppare questo comportamento in età più avanzata (Prunier et al., 2020; Vitali et al., 2020; Schubbert e Kongsted, 2024). Per questo, se vogliamo davvero ridurre il problema in modo strutturale e sostenibile, dobbiamo cominciare a lavorare fin dalla sala parto.

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Mancato accesso all’acqua, rischio da non sottovalutare

La normativa regola l’erogazione dell’acqua, ma nella pratica non sempre viene garantito un accesso adeguato. Il monitoraggio dei consumi può quindi rappresentare un indicatore utile per la prevenzione di problematiche comportamentali

Il ruolo dell’acqua nell’alimentazione zootecnica viene spesso trascurato; in realtà l’acqua è un alimento essenziale, sia per quantità richieste, sia per costanza di fabbisogni.

L’acqua è coinvolta in tutte le funzioni fisiologiche e metaboliche dell’organismo ed è necessaria per il mantenimento dei fluidi organici, per l’omeostasi minerale, per la digestione, l’assorbimento, il trasporto e il metabolismo dei nutrienti, per la regolazione della temperatura del corpo, per le funzioni riproduttive e la produzione di latte da parte della scrofa.

La corretta somministrazione dell’acqua ai suini, quindi, è fondamentale per garantire il benessere degli animali allevati e favorire il raggiungimento delle loro migliori performance produttive e riproduttive.

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Ridurre il taglio della coda, l’obiettivo del progetto Intact

Il progetto si propone di valutare l’efficacia tecnico-economica di interventi mirati a ridurre il taglio della coda. Tra i temi analizzati: qualità dell’acqua, condizioni ambientali, gestione dei gruppi, salute degli animali fin dalle prime fasi di vita

Nel comparto suinicolo una delle problematiche principali di benessere animale è rappresentata dalla comparsa di comportamenti anomali e potenzialmente pericolosi, come la morsicatura della coda, che inducono l’allevatore a ricorrere in modo sistematico al taglio della coda.

Per ridurre l’incidenza o la gravità di tali problemi, la Direttiva 2008/120/CE del Consiglio, che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini, richiede che i suini abbiano accesso permanente a una quantità sufficiente di materiali che consentano loro adeguate attività di esplorazione e manipolazione, e che il taglio della coda non rappresenti operazione di routine.

Nonostante gli sforzi del legislatore, dopo molti anni dall’entrata in vigore della Direttiva, l’implementazione di questi requisiti è ampiamente disattesa e il taglio della coda rappresenta ancora una pratica molto diffusa negli allevamenti italiani ed europei, con un impatto negativo sul benessere animale e sull’accettabilità dell’allevamento suinicolo da parte dell’opinione pubblica.

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Prove in campo per ridurre il taglio coda nell’allevamento suinicolo

Negli allevamenti partner del progetto sono state predisposte delle prove per valutare e verificare gli aspetti tecnici, economici e ambientali degli interventi migliorativi proposti dai Piani di Miglioramento predisposti sui risultati dei questionari di autovalutazione ClassyFarm…

Aumentare competitività e redditività della filiera suinicola attraverso una valutazione tecnico-economica degli interventi necessari per ridurre il ricorso al taglio della coda è l’obiettivo del progetto “INTACT – Indicazioni tecnico-economiche per ridurre la necessità di effettuare il taglio coda nell’allevamento suinicolo”, coordinato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano, con la partecipazione di Fondazione CRPA Studi e Ricerche di Reggio Emilia e 3 allevamenti suinicoli lombardi e cofinanziato dal FEASR all’interno dell’Operazione 16.1.01 “Gruppi operativi PEI” del PSR 2014 – 2020 della Regione Lombardia.

Prove in campo

Negli allevamenti partner del progetto sono state predisposte delle prove per valutare e verificare gli aspetti tecnici, economici e ambientali degli interventi migliorativi proposti dai Piani di Miglioramento predisposti sui risultati dei questionari di autovalutazione ClassyFarm.
A causa dello stato di emergenza legato al diffondersi della Peste Suina Africana, l’accesso dei ricercatori agli allevamenti è risultato complesso e soggetto a severe restrizioni. Rispetto al piano iniziale è stato necessario ridefinire le attività, prevedendo la formazione del personale di allevamento che ha provveduto alla raccolta dati.

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Il progetto INTACT promuove benessere animale  e sostenibilità negli allevamenti suinicoli con un videoscribing e un podcast

L’esperienza degli allevamenti coinvolti nel progetto per ridurre il taglio coda

Ridurre il numero di animali sottoposti al taglio della coda è possibile, grazie a strategie innovative che mettono al centro il benessere animale e la sostenibilità degli allevamenti. Seguendo le indicazioni della Raccomandazione UE 2016/336, INTACT ha lavorato su tutti gli aspetti chiave della gestione e della struttura degli allevamenti al fine di sviluppare un piano concreto di miglioramento che non solo tutela gli animali, ma tiene conto anche degli impatti economici e ambientali per le aziende agricole. 

Per diffondere i risultati a tutti gli operatori del settore, sono stati scelti strumenti di comunicazione all’avanguardia tra cui un videoscribing dimostrativo che spiega in modo chiaro la problematica del taglio della coda e un podcast in due puntate con le testimonianze di due allevatori che hanno aderito al progetto.

Scopri i prodotti del progetto INTACT:

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Alla scoperta dei fattori di rischio che influenzano il morso della coda dei suini

Virtual tour del progetto INTACT

Nell’ambito del progetto INTACT, è stato realizzato un virtual tour per offrire la possibilità di osservare le innovazioni introdotte dal progetto anche in presenza delle restrizioni sanitarie che hanno impedito di accedere agli allevamenti. 

La visita virtuale ha come oggetto cinque differenti fattori di rischio che influenzano il morso della coda dei suini: densità e superficie, dieta e acqua di bevanda, ambiente e microclima, stimoli ambientali, componenti individuali. 

Accedi al virtual tour 

Il Progetto INTACT si conclude

Newsletter n. 4 – Giugno 2025

Il progetto INTACT – INdicazioni tecnico-economiche per ridurre la necessità di effettuare il TAglio Coda nell’allevamento suinicolo, finanziato dal PSR 2014-2020 della Regione Lombardia nell’ambito della misura 16.1 – Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura, propone l’introduzione di un sistema informatizzato di valutazione tecnico-economica degli interventi migliorativi, strutturali e gestionali, atti a ridurre la necessità di tagliare le code per le principali tipologie di stabulazione delle fasi di post-svezzamento e ingrasso.

Le attività sono state coordinate dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS di Reggio Emilia. Inoltre, il progetto ha visto la partecipazione di tre allevamenti lombardi, Società Agricola Guantara, PIGGLY – Birla Società Agricola srl e Bompieri Allevamenti s.s. Società Agricola.

A causa dello stato di emergenza dovuta al diffondersi della Peste Suina Africana, l’accesso alle aziende suinicole è risultato molto complesso e soggetto a severe restrizioni: si è dovuta, quindi, ridefinire l’attività presso le aziende, prevedendo la formazione del personale di allevamento che ha provveduto alla raccolta dei dati.

Leggi di più nella newsletter n. 4 del progetto INTACT.

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INTACT – INdicazioni tecnico-economiche per ridurre la necessità di effettuare il TAglio Coda nell’allevamento suinicolo

Comunicato stampa di chiusura progetto

Il progetto INTACT – INdicazioni tecnico-economiche per ridurre la necessità di effettuare il TAglio Coda nell’allevamento suinicolo, finanziato dal PSR 2014-2020 della Regione Lombardia, nell’ambito della misura 16.1 – Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura, propone l’introduzione di un sistema informatizzato di valutazione tecnico-economica degli interventi migliorativi strutturali e gestionali atti a ridurre la necessità di tagliare le code per le principali tipologie di stabulazione delle fasi di post-svezzamento e ingrasso.
Le attività sono state coordinate dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS di Reggio Emilia. Il progetto ha visto, inoltre, la partecipazione di 3 allevamenti lombardi, Società Agricola Guantara, PIGGLY – Birla Società Agricola srl e Bompieri Allevamenti s.s. Società Agricola.
A causa dello stato di emergenza dovuta al diffondersi della Peste Suina Africana, l’accesso alle aziende suinicole è risultato molto complesso e soggetto a severe restrizioni: si è dovuta, quindi, ridefinire l’attività presso le aziende, prevedendo la formazione del personale di allevamento che ha provveduto alla raccolta dei

Nonostante le difficoltà, le principali attività del progetto INTACT sono proseguite e hanno riguardato:

  • l’analisi dei piani di Miglioramento predisposti sulla base dei risultati ottenuti dai questionari di autovalutazione relativi alla prevenzione del taglio coda nel suino (ClassyFarm) e la valutazione degli interventi migliorativi proposti;
  • la valutazione e la verifica degli aspetti tecnici, economici e ambientali degli interventi migliorativi proposti dal Piano di Miglioramento e il calcolo dei costi d’investimento e di gestione;
  • creazione di un sistema informatizzato;
  • divulgazione e disseminazione dei risultati ottenuti nell’ambito del progetto.

Il sistema informatizzato, disponibile gratuitamente alla pagina di progetto, permette di inserire i dati aziendali ed elaborarli fornendo una classificazione degli interventi in base alla fattibilità tecnica, all’impatto economico. Questo sistema si configura come un sistema di supporto decisionale personalizzato che rende ogni piccolo miglioramento un passo concreto verso risultati tangibili.

Il progetto si è concluso il 15 giugno 2025 e per maggiori informazioni è possibile contattare Sara Barbieri dell’Università degli Studi di Milano, coordinatrice del progetto (posta elettronica: sara.barbieri@unimi.it).

Per informazioni generali sul progetto consultate il sito web: https://www.fondazionecrpa.it/prodotto/intact/

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L’opinione degli stakeholders nei due abstract presentati alle conferenze internazionali di Firenze e Bologna

I risultati relativi all’opinione degli stakeholder sono stati esposti, come poster, alla IX Conferenza internazionale “Welfare Assessment of Animals at Farm Level (WAFL)” che si è tenuta dal 30 al 31 agosto 2024 a Firenze (Is pair housing perceived by Italian stakeholders as an alternative to individual housing for pre-weaned calves?) (D16).

I risultati comportamentali preliminari sono stati presentati, come poster, alla “European Conference on Precision Livestock Farming”, che si è tenuta dal 9 al 12 settembre 2024 a Bologna (Automated measurement of synchronisation in pair-housed dairy calves: preliminary results) (D17).

Is pair housing perceived by Italian stakeholders as an alternative to individual housing for pre-weaned calves?

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So-ppeso: il suino pesante ma sostenibile

Un progetto innovativo per ridurre l’impatto ambientale della filiera suinicola lombarda, sperimentando colture alternative al mais e soia come orzo, sorgo e pisello. Puntando a ottimizzare le risorse locali e garantendo qualità ed efficienza.

l progetto So-ppeso “il suino pesante ma sostenibile” fa riferimento alla filiera lombarda del suino destinato al circuito produttivo dei salumi tradizionali, tra cui le indicazioni geografiche. In questo territorio, di forte concentrazione zootecnica, l’allevamento del suino è sostenuto da piani colturali altrettanto intensivi, basati principalmente sulla coltivazione del mais in monosuccessione e sull’importazione di farina di estrazione di soia Ogm di origine extra continentale. Entrambi questi alimenti sono eccellenti apportatori di energia, e di proteina di alto valore biologico il secondo, ma entrambi fanno intravedere crescenti difficoltà di produzione e approvvigionamento.

I dettagli li trovate nell’articolo pubblicato sul n. 3/2025 della Rivista di Suinicoltura.

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Relazione finale tecnico-scientifica delle attività del progetto

Sistemi alternativi alla stabulazione dei vitelli pre-svezzamento in box individuali

La presente relazione riporta informazioni sulle attività di Cooperazione, Realizzazione del progetto e Divulgazione dei risultati che si sono svolte durante i due anni del progetto Vitelli CAGE-FREE (28 dicembre 2022 – 27 dicembre 2024).

Il progetto è stato coordinato da Barbiselle S.R.L. Società Agricola di Quaini Paolo e Figlie (partner 1 – BARBISELLE), con la partecipazione della Società Agricola Dosso Pallavicino S.S. di Zanetti Francesco & C. (partner 3 – DOSSO PALLAVICINO), e del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano (partner 2 – DIVAS). Il progetto ha visto anche la collaborazione di Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS (FCSR) in veste di consulente.

Ogni fase di lavoro è stata portata a termine come previsto dal progetto. Le modifiche effettuate al piano di lavoro sono state comunicate tramite PEC a Regione Lombardia in data 1 ottobre 2024. Tali modifiche hanno implicato la necessità di rivedere alcune attività previste nell’Azione 2, nell’Azione 3 e nella Divulgazione, come dettagliato successivamente in questa Relazione. Non si sono comunque rendicontate spese superiori rispetto a quanto consentito dal Bando.

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Progetto INTACT – Disseminazione dei risultati

Convegno finale

Venerdì 6 giugno 2025 – Ore 10:00

Università di Milano – Polo di Lodi – Aula 114
Via dell’Università, 6 – Lodi

Anche in modalità webinar

Il progetto INTACT si pone l’obiettivo di aumentare la competitività e la reddittività della filiera suinicola attraverso una valutazione tecnico-economica dei possibili interventi definiti in un Piano di Miglioramento per ridurre la necessità di effettuare il taglio della coda previsto da Classyfarm.

Durante il convegno verranno riportati i principali risultati del GO in relazione alle prove svolte negli allevamenti, coinvolgendo gli allevatori partner del progetto, inoltre, verrà presentato il materiale divulgativo e informativo prodotto al suo interno.

Il Go INTACT è coordinato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali (DIVAS) dell’Università di Milano, con la partecipazione della Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS di Reggio Emilia, Società Agricola Guantara, PIGGLY – Birla società agricola srl, ­ Bompieri Allevamenti s.s. Società Agricola.

PROGRAMMA

9:45 – Registrazione dei partecipanti

10:00 – Saluti di benvenuto e apertura lavori
Michela MINERO – Università di Milano
Marco CASTELNUOVO – Regione Lombardia

10:15 – Interventi


Il progetto INTACT
Sara BARBIERI – Università di Milano

Piano “Taglio Coda”: stato di avanzamento
Emanuele INVERNIZZI – ATS Città Metropolitana di Milano

I risultati dell’innovazione
Ambra MOTTA – CRPA scpa

La parola agli allevatori
Sergio VISINI – PIGGLY – Birla società agricola
Marco BOMPIERI – Bompieri s.s. Società Agricola
Luca PEDRAZZOLI – Società Agricola Guantara

Divulgare INTACT
Sara BARBIERI – Università di Milano

11:45 – Discussione

12:00 – Chiusura dei lavori e, a seguire, aperitivo

Presentazioni

Partecipazione libera previa registrazione (da effettuarsi entro le ore 12:00 di giovedì 5 giugno 2025).

INFORMAZIONI

Andrea Poluzzi
a.poluzzi@crpa.it
0522/436999


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Vitelli, più benessere se stabulati in coppia

Lo studio ha valutato l’allevamento dei vitelli in box da due come opzione alla sistemazione individuale, cercando di migliorare il benessere animale senza compromettere crescita e salute.

Negli ultimi anni si è assistito a un continuo aumento di interesse per il benessere degli animali allevati: in particolare, nel 2018, l’iniziativa dei cittadini europei End the cage age (ovvero finire l’era delle gabbie) ha accolto circa 1,4 milioni di firme per chiedere l’abolizione dell’uso di gabbie in vari sistemi di allevamento e per diverse specie allevate, tra i quali anche i box individuali per la stabulazione dei vitelli.

L’articolo completo lo trovate pubblicato su l’Informatore Zootecnico 3/2025.

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Più sostenibilità per la filiera suinicola

Il GO Sus-tainability ha avuto l’obiettivo di rendere disponibili e dimostrare tecniche innovative che contribuiscano a migliorare la compatibilità ambientale dell’allevamento del suino in Lombardia per mantenerlo produttivo e remunerativo nel territorio in cui si colloca.

Con il convegno tenutosi a Cremona a febbraio scorso si è concluso il progetto “Nutrizione innovativa del suino per migliorare la sostenibilità ambientale della filiera attraverso il contenimento delle emissioni di inquinanti per acque, suolo e atmosfera” realizzato dal Gruppo Operativo PEI Sus-tainability”, finanziato da Regione Lombardia nell’ambito della Sottomisura 16.1 del Psr 2014-2020.

Al GO, che ha avuto come capofila la Società Agricola Magos, hanno partecipato altre due aziende suinicole e come soggetti di riferimento per la parte innovazione e trasferimento dei risultati l’Università degli studi di Milano e Fondazione Crpa Studi Ricerche Ets.

Leggi l’articolo completo nel pdf allegato.

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Strategie per ridurre la necessità di effettuare il taglio coda nell’allevamento suinicolo

Seminario tecnico del progetto INTACT

Mercoledì 7 maggio 2025, ore 10:00
In modalità webinar

Il progetto INTACT si pone l’obiettivo di aumentare la competitività e la redditività della filiera suinicola attraverso una valutazione tecnico-economica dei possibili interventi definiti in un Piano di Miglioramento per ridurre la necessità di effettuare il taglio della coda previsto da Classyfarm.

Questo seminario tratterà alcuni dei principali fattori di rischio per l’insorgenza del problema della morsicatura della coda, indagando aspetti spesso meno considerati con tre esperti del settore.

Il Gruppo Operativo INTACT è coordinato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano, con la partecipazione di: Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS di Reggio Emilia, Società Agricola Guantara, PIGGLY – Birla società agricola srl e Bompieri Allevamenti s.s. Società Agricola.

PROGRAMMA

10:00 – Saluti di benvenuto e apertura lavori
Sara BARBIERI – Università di Milano

10:15 – Interventi

Tendenze giornaliere di emissioni e qualità dell’aria nelle porcilaie
Alberto FINZI – Università di Milano

Alimentazione nel suino in post svezzamento
Valentino BONTEMPO – Università di Milano

Rearing undocked pigs – The Finnish way
(Allevare suini con coda lunga – Il metodo finlandese)

Anna VALROS – Università di Helsinki

11:30 – Dibattito

12:00 – Chiusura dei lavori

PRESENTAZIONI

VIDEO

Tendenze giornaliere di emissioni e qualità dell’aria nelle porcilaie

Rearing undocked pigs – The Finnish way

Partecipazione libera, previa registrazione (da effettuarsi entro le ore 13:00 di martedì 6 maggio 2025).

Informazioni

Andrea Poluzzi
a.poluzzi@crpa.it
0522 – 1482482

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Come e quando la dieta può aiutare a diminuire le emissioni negli allevamenti suinicoli

Il tema delle emissioni è molto complesso da affrontare, forse per questo motivo è ancora poco sensibilizzato dagli allevatori. Il Progetto Sus-tainability per la riduzione delle emissioni nella produzione dei suini…

Si è appena concluso il progetto Sus-tainability – Nutrizione innovativa del suino per migliorare la sostenibilità ambientale della filiera attraverso il contenimento delle emissioni di inquinanti per acque, suolo ed atmosfera, finanziato dal FEASR – Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Lombardia, Operazione 16.1.01 – “Gruppi Operativi PEI”.

Leggi l’articolo completo

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Premi Good Pig per le aziende partner del progetto INTACT!

Newsletter n. 3 – Marzo 2025

Durante la cerimonia dei Premi Benessere Animale 2024, che Compassion In World Farming, una delle più importanti ONG a livello mondiale, ha organizzato a Parigi nell’ottobre 2024 sono stati assegnati 49 riconoscimenti ad aziende, provenienti da oltre 15 Paesi e 5 continenti, per il loro impegno sul benessere animale e/o per la promozione di modelli di produzione e consumo più sostenibili e rispettosi della natura.

Il “Premio Good Pig” riconosce le aziende che utilizzano (o si impegnano a utilizzare) standard più elevati rispetto a quanto previsto dalle norme vigenti per le scrofe e i suini in post-svezzamento e ingrasso quali, per esempio, l’abolizione dell’uso delle gabbie in sala parto o in gestazione o delle mutilazioni routinarie ai suini, nonché la fornitura di materiali manipolabili fibrosi appropriati.

All’interno di questa categoria sono state premiate 5 aziende italiane impegnate su benessere animale e sostenibilità: Bompieri Allevamenti, Madeo Tenuta Corone, Piggly, Riserva 1878 di Citterio e San Giuseppe.

Complessivamente, secondo Compassion in World Farming, si tratta di 392.000 animali (fra scrofe e suini) che beneficiano o beneficeranno ogni anno di standard di benessere animale superiori a quanto previsto dalle norme vigenti.

Due di queste aziende sono partner del progetto INTACT: Bompieri Allevamenti s.s., società agricola di Ceresara (MN), uno dei principali produttori di suini in Italia per l’industria del Prosciutto di Parma e San Daniele, che sta convertendo il proprio sistema di allevamento convenzionale verso un modello senza gabbie, e Birla Società Agricola s.r.l. (Piggly) di Brescia (MN), un ciclo chiuso per la produzione di suini pesanti destinati alla trasformazione in prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP), che si distingue per la forte attenzione al benessere animale e alla sostenibilità, con pratiche di allevamento che hanno ridotto l’impatto ambientale dell’azienda dell’80%.

Particolarmente soddisfatti si sono detti Marco Bompieri e Sergio Visini titolari, rispettivamente, di Bompieri Allevamento e di Pigly (Birla Società Agricola).

Leggi di più nella newsletter n. 3 del progetto INTACT

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Liquami suini, meno emissioni intervenendo nelle strutture

È risultato efficace un sistema di stabulazione in cui gli effluenti vengono stoccati con una limitata superficie esposta

L’andamento climatico della stagione 2024 ha creato diversi danni e disagi al settore agricolo. Tra gli altri, la difficoltà di distribuire gli effluenti di allevamento, in particolare nelle zone zootecniche della pianura padana.
Dopo un periodo di impraticabilità dei terreni dovuto al prolungato periodo piovoso, le restrizioni legate ai divieti derivanti dalla direttiva nitrati lasciano alla distribuzione degli effluenti un periodo utile particolarmente ristretto.
Una ulteriore limitazione viene introdotta dal divieto di applicazione in superficie legato all’innalzamento delle polveri sottili. Quest’ultima misura deriva dalla richiesta di riduzione delle emissioni di ammoniaca dagli effluenti soprattutto quando vengono distribuiti con il piatto deviatore.

Leggi l’articolo completo nel pdf allegato.

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Il progetto PARSUTT per un allevamento sostenibile

Parsutt ha vinto il primo premio nella categoria “Benessere animale e allevamento” dell’Eip-Agri Innovation Awards 2024, il premio nato per valorizzare le innovazioni realizzate in otto anni dai Gruppi operativi

Il Gruppo Operativo (Go) Parsutt – PARma ham high SUsTainability sTandard ha vinto il primo premio nella categoria “Benessere animale e allevamento” dell’Eip-Agri Innovation Awards 2024, il premio nato per valorizzare la grande varietà di innovazioni realizzate in otto anni dai Go in tutta Europa, promuovendone i risultati per il miglioramento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’agricoltura dell’Ue.

A Parsutt è stato riconosciuto il merito aver delineato un modello di filiera suinicola caratterizzato da standard di benessere animale e biosicurezza più elevati rispetto a quelli imposti dalla normativa vigente e di essere diventato un protocollo operativo messo a disposizione di tutti gli anelli della filiera produttiva, affinché possano applicarne, su base volontaria, i parametri….

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Convegno finale del progetto So-ppeso – Suino pesante ma sostenibile

Montichiari (Brescia) – 18 febbraio 2025

Convegno finale
Progetto So-ppeso – Suino pesante ma sostenibile
18 febbraio 2025 ore 09:45
COMAZOO – Via Santellone, 37 – Montichiari (Brescia) 

Programma

09:45 – Registrazione partecipanti

10:00 – Saluti di benvenuto
Fabio Petrini – Presidente Confcooperative Fedagripesca Lombardia

Introduzione progetto So-ppeso
Luigi Bellini – Presidente Comazoo

10:30 – Prove di confronto varietale di cereali alternativi al mais per la mangimistica
Alessandro Zatta – CRPA scpa

10:50 – Caratteristiche del mais ai fini del miglior impiego nell’alimentazione del suino pesante DOP
Davide Bochicchio – CREA-ZA

11:10 – Nuovi modelli di razionamento per il suino pesante DOP
Sujen Santini – Comazoo

11:30 – Discussione

12:00 – Chiusura lavori

Seguirà buffet al termine

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Alternative ai box individuali, ecco cosa ne pensano gli addetti ai lavori

Nel quadro del progetto “Vitelli Cage-Free” è stato diffuso un questionario on line per comprendere l’opinione di allevatori, veterinari e tecnici del settore sulle possibili alternative alla stabulazione individuale dei vitelli in allattamento.

La crescente sensibilità dell’opinione pubblica verso il benessere animale ha portato, tra il 2018 e il 2019, alla firma da parte di 1,4 milioni di cittadini europei per l’iniziativa “End the Cage Age”, richiedendo di fatto alla Commissione europea di vietare l’uso delle gabbie in allevamento per varie specie e categorie di animali da reddito.

Tra questi sarebbe quindi compreso anche il divieto dei box individuali per vitelli, attualmente ammessi fino alle 8 settimane di vita in base al decreto legislativo 7 luglio 2011, n.126, e pratica particolarmente diffusa in Italia, come anche in Europa e negli Stati Uniti, dove è stato stimato che la stabulazione individuale riguardi rispettivamente il 60% e 75% delle vitelle.

I dettagli li trovate nell’articolo pubblicato sul n. 1 della rivista Allevatori TOP.

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Vitelli lattanti, pronti alla stabulazione cage-free?

Recenti studi scientifici hanno messo in luce i vantaggi e gli svantaggi tecnico-economici delle soluzioni convenzionali e di quelle innovative per i capi in pre-svezzamento.

La stabulazione dei vitelli in box individuale fino alle 8 settimane di vita è ammessa dalla legge, ma è stata messa in discussione dall’iniziativa “End the Cage Age” di Ong animaliste e dal Parere scientifico sul benessere dei vitelli “Welfare of calves” (Efsa, 2023), commissionato all’Efsa dalla Commissione europea per avere una base scientifica per future proposte legislative che potrebbero portare a soluzioni alternative al box individuale per i vitelli pre-svezzamento. L’adozione di soluzioni stabulative welfare friendly per vitelli necessita però di studi che ne verifichino la fattibilità tecnica e la sostenibilità economica.

I dettagli li trovate nell’articolo pubblicato sul n. 1 della rivista Allevatori TOP.

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Migliorare la sostenibilità ambientale della filiera suinicola attraverso il contenimento delle emissioni di inquinanti

Convegno finale del progetto SUS-tainability

Mercoledì 12 febbraio 2025 – Ore 10:00
Presso Golf Torrazzo
Via Castelleone, 101 – Cremona

Il progetto del GO Sus-tainability ha avuto l’obiettivo di rendere disponibili e dimostrare tecniche innovative che contribuiscano a migliorare la compatibilità ambientale dell’allevamento del suino in Lombardia per mantenerlo produttivo e remunerativo nel territorio in cui si colloca.

In questo convegno si porteranno i risultati del progetto, accompagnati da una loro contestualizzazione nella normativa ambientale regionale e con un focus sulle tecniche disponibili ed emergenti per il contenimento delle emissioni di inquinanti per acque, suolo ed atmosfera.

L’evento è accreditato per 0,375 CFP, ai sensi del Regolamento CONAF delibera 162/22.

PROGRAMMA

9:30 – Ritrovo e registrazione dei partecipanti

10:00 – Apertura dei lavori
Presentazione del progetto Sus-tainability
Elio MARTINELLI, Società agricola MAGOS

10:15 – Interventi


Il programma d’azione nitrati e progetti per la gestione degli effluenti di allevamento
Andrea AZZONI, Regione Lombardia

La gestione delle escrezioni e delle emissioni di azoto in relazione alla nutrizione dei suini nella fase di ingrasso
Giuseppe MOSCATELLI, Andrea BERTOLINI, CRPA scpa

La riduzione delle emissioni dalla zona di stabulazione dei suini
Giorgio PROVOLO, Omar FERRARI, Università di Milano

Esperienze di altri paesi europei nella gestione della compatibilità ambientale dell’allevamento suinicolo
Maria Teresa PACCHIOLI, Giuseppe MOSCATELLI, CRPA scpa
Giorgio PROVOLO, Università di Milano

12:15 – Dibattito

13:00 – Pranzo

Presentazioni

Partecipazione libera previa registrazione (da effettuarsi entro le ore 12:00 di martedì 11 febbraio 2025)

Iniziativa realizzata nell’ambito del Gruppo Operativo SUS-STAINABILITY, cofinanziato dal FEASR – Operazione 16.1.01 “Gruppi Operativi PEI” del Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020 della Regione Lombardia. Capofila del partenariato è SOCIETÀ AGRICOLA MAGOS, progetto realizzato con la collaborazione di Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Fondazione CRPA Studi Ricerche, AZIENDA AGRICOLA G.P. S.S. e SOCIETÀ AGRICOLA ALLEVAMENTI BONANDI. Autorità di gestione del Programma: Regione Lombardia

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So-ppeso: suino pesante ma sostenibile

Il progetto lombardo esplora alternative al mais e alla soia, testando nuove razioni alimentari e rotazioni colturali. L’iniziativa fa parte di un’azione più ampia per ridurre le emissioni di gas serra nel settore agro-zootecnico

Nell’ambito del progetto SO-PPESO, presso la stazione sperimentale del Crea-Za di Modena, sono stati messi a confronto due nuovi modelli di razionamento con un piano alimentare tradizionale a base di mais e farina di estrazione di soia. I risultati aprono scenari molto interessanti sulla futura alimentazione del suino pesante e sui sistemi colturali su cui questa si basa.

I dettagli li trovate nell’articolo pubblicato sul primo numero di dicembre della Rivista di Suinicoltura.

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Suino pesante ma sostenibile

Sostenibilità ambientale ed economica di nuovi modelli di razionamento del suino pesante

Il progetto ha voluto dimostrare la sostenibilità ambientale ed economica di nuovi modelli di razionamento del suino pesante in linea con le indicazioni delle prescrizioni alimentari del rinnovato Disciplinare di produzione dei prosciutti DOP.
In particolare, sono state studiate specie e varietà da inserire in avvicendamenti colturali sostenibili, finalizzati alla produzione di materie prime per l’alimentazione del suino pesante, nell’ottica di individuare colture alternative a mais e soia, meno esigenti in termini di irrigazione e che riducano al minimo l’impatto ambientale del mangime in quanto tale, così come, di conseguenza, del prodotto derivato dal suino pesante.
Le colture testate in prove parcellari e di pieno campo sono state il pisello proteico come proteica, l’orzo e il sorgo.

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Vitelli CAGE-FREE – Sistemi alternativi alla stabulazione dei vitelli pre-svezzamento in box individuali: ecco i risultati del progetto

Pubblicato un articolo sulla rivista online Ruminantia

Leggi l’articolo a questo LINK.

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Vitelli CAGE-FREE – Comunicato stampa n. 2

Vitelli CAGE-FREE – Sistemi alternativi alla stabulazione dei vitelli pre-svezzamento in box individuali

La stabulazione dei vitelli in box individuale fino alle 8 settimane di vita è ammessa dalla legge, ma è stata messa in discussione dall’iniziativa End the Cage Age di ONG animaliste e dal Parere scientifico dell’EFSA sul benessere dei vitelli. L’adozione di soluzioni stabulative welfare friendly per vitelli necessita però di studi che ne verifichino la fattibilità tecnica e la sostenibilità economica. È in questo contesto che è nato il progetto Vitelli CAGE-FREE – Sistemi alternativi alla stabulazione dei vitelli pre-svezzamento in box individuali, finanziato dal PSR 2014-20 della Lombardia (operazione 16.2.01), coordinato dall’azienda agricola Barbiselle srl di Persico Dosimo (CR), in stretta collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano, la Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS di Reggio Emilia e la Società Agricola Dosso Pallavicino S.S. di Cicognolo (CR).

Il progetto è giunto a conclusione e i principali risultati sono stati riportati durante il convegno finale che si è tenuto l’11 dicembre 2024 presso uno dei partner del progetto, la Società Agricola Dosso Pallavicino di Cicognolo (CR).

Di seguito sono sintetizzati i principali risultati del progetto.

Prima di tutto è stato realizzato un sondaggio online per raccogliere l’opinione degli stakeholder sulle alternative alla stabulazione individuale dei vitelli fino a 8 settimane. Al questionario, attivo per circa 6 mesi, hanno risposto 128 intervistati, di cui 33 allevatori, 66 veterinari e 29 agronomi.

Dalle risposte è emerso che la stabulazione in coppia è considerata una possibile alternativa, sebbene vi siano divergenze sull’eventuale sostituzione totale della stabulazione individuale. Inoltre, gli allevatori attribuiscono grande importanza ai vantaggi della stabulazione individuale, mentre la percezione dei vantaggi della stabulazione in coppia è relativamente bassa. La separazione precoce del vitello dalla madre è ritenuta una pratica vantaggiosa, oltre a essere la più diffusa, e pochi intervistati sono favorevoli al mantenimento del vitello con la madre. Una soluzione intermedia condivisa prevede il contatto madre-vitello per 1-2 giorni, seguito dalla stabulazione in coppia.

Si è svolta anche un’indagine sulla diffusione di tecniche di stabulazione innovative per vitelli pre- svezzamento al fine di conoscere le modalità d’allevamento diffuse sul territorio lombardo (sistemi di stabulazione e pratiche gestionali). L’indagine è stata condotta in 30 allevamenti lombardi e ha preso in considerazione circa 2.000 vitelle fino allo svezzamento. Per quanto riguarda i sistemi di stabulazione adottati, l’indagine ha evidenziato che la gabbia è ancora largamente presente nella realtà lombarda e che, nella maggioranza dei casi, si tratta di gabbie di dimensioni medio-piccole (≤ 2 m2/vitello). La stabulazione in gruppo viene utilizzata nella maggior parte delle aziende soltanto in una seconda fase fino allo svezzamento e in questo caso molto spesso si tratta di gruppi numerosi con utilizzo di allattatrice. Mentre la stabulazione in coppia o con la madre è quasi assente dagli allevamenti lombardi.

Per quanto riguarda le prove svolte in campo nelle due aziende del progetto le analisi dei dati raccolti nelle due annate hanno evidenziato che le vitelle allevate in coppia dalla nascita fino a 56 giorni di vita hanno presentato pesi ed accrescimenti maggiori rispetto alle vitelle stabulate individualmente. Inoltre le vitelle allevate in coppia hanno avuto un’incidenza di patologie simile a quella delle vitelle in box singolo, ma è stato necessario un minor uso di antibiotici. Prendendo in considerazione gli aspetti comportamentali, monitorati tramite l’uso di accelerometri, sia le vitelle stabulate singolarmente che quelle in coppia hanno evidenziato tempi di riposo adeguati; nelle vitelle in coppia si è osservata inoltre una sincronizzazione dei tempi di riposo. La sincronizzazione dei comportamenti viene riconosciuta dalla comunità scientifica come indicatore di benessere positivo e di coesione sociale nella specie bovina. La stabulazione in coppia delle vitelle è risultata quindi vantaggiosa e risponde a diverse esigenze, ma richiede attenzione nella gestione.

Infine, l’analisi tecnico-economica di confronto delle diverse soluzioni alternative al box individuale per i vitelli da 0 a 56 giorni di vita ha messo in evidenza che la stabulazione immediata dei vitelli in coppia sembra essere in grado di sostituire quella in box individuale senza importanti controindicazioni tecniche ed economiche. Infatti, il problema principale della stabulazione in coppia, ovvero il manifestarsi della suzione incrociata, sembra superabile con maggiore controllo della fase di somministrazione dell’alimento, anche se necessita di un maggiore impegno di manodopera (+35%). Precedere la stabulazione in coppia con un contatto prolungato madre-vitello (1-3 giorni) sembra migliorarne ulteriormente i pregi, anche se si tratta di una soluzione che necessita di una particolare attenzione nella progettazione e gestione del box, nella durata del contatto e nella fase di colostratura, oltre a presentare anche dei costi maggiori.

Più complessa dal punto di vista gestionale e più costosa risulta la stabulazione dei vitelli con la balia. Infine, lasciare i vitelli in coppia per 2 o 3 settimane e stabularli successivamente in gruppi più ampi sembra essere un’ottima soluzione: L’impiego in questi gruppi dell’allattatrice automatica, se gestita correttamente, può migliorarne ulteriormente le performance, anche se necessita di un maggiore investimento.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del progetto: http://www.barbiselle.it/index.php/it/progetto-cage-free.

Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto “Vitelli CAGE-FREE”-Sistemi di stabulazione dei vitelli pre-svezzamento in box individuali, cofinanziato dal FEASR

Operazione 16.2.01 “Progetti pilota e sviluppo di innovazione” del Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020 della Regione Lombardia.

Capofila del partenariato è BARBISELLE S.R.L. SOCIETA’ AGRICOLA DI QUAINI PAOLO E FIGLIE, realizzato con la collaborazione di SOCIETA’ AGRICOLA DOSSO PALLAVICINO S.S. DI ZANETTI FRANCESCO & C. e UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO

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Stabulazione per vitelli da latte pre-svezzamento e benessere animale

Opuscolo n. 1 – Dicembre 2024

Durante la fase pre-svezzamento i vitelli possono essere allevati in diverse tipologie stabulative, che variano per numero di animali che ospitano e modalità di gestione. In questo opuscolo vengono esaminati gli effetti che tali tipologie hanno su comportamento e benessere dei vitelli.

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Aspetti economici delle diverse tipologie di stabulazione dei vitelli da latte pre-svezzamento

Opuscolo n. 5 – Dicembre 2024

Per un corretto confronto economico fra le diverse soluzioni, ossia quella convenzionale in box individuale fino a 56 giorni e quelle alternative, è necessario considerare i costi d’investimento e digestione.

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Utilizzo di sensori per valutare benessere e salute nei vitelli

Opuscolo n. 4 – Dicembre 2024

La zootecnia di precisione, o precision livestock farming (PLF), si basa sull’impiego di varie tipologie di sensori, posizionati a livello ambientale oppure direttamente sugli animali, e ha acquisito un ruolo sempre più importante nella gestione delle aziende agricole, soprattutto per gli animali adulti della mandria. Questo approccio consente di migliorare l’efficienza aziendale, permettendo decisioni basate su dati raccolti in modo continuo e in tempo reale, per ogni animale.

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Gli aspetti sanitari nelle diverse tipologie di stabulazione dei vitelli da latte pre-svezzamento

Opuscolo n. 3 – Dicembre 2024

La gestione delle vitelle nei primi 2-3 mesi di vita (la cosiddetta fase pre-svezzamento) è caratterizzata da diversi punti critici da un punto di vista sanitario.

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Tipologie di stabulazione e pratiche gestionali per vitelli da latte pre-svezzamento

Opuscolo n. 2 – Dicembre 2024

In questo opuscolo si descrivono alcuni requisiti che caratterizzano le diverse tipologie di stabulazione e le pratiche gestionali importanti per i vitelli pre-svezzamento. Per le tipologie di stabulazione vengono considerate sia la soluzione convenzionale in box individuale, sia le soluzioni alternative, ossia in coppia, in gruppi più numerosi e con la madre o balia.

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Soluzioni CAGE-FREE per vitelli pre-svezzamento – Newsletter n. 3

Convegno finale con visita guidata

Soluzioni CAGE-FREE per vitelli pre-svezzamento
Convegno finale con visita guidata
Mercoledì 11 dicembre 2024 – ore 10:00

Vitelli CAGE-FREE è un progetto finanziato dal PSR della regione Lombardia che affronta la problematica della possibile eliminazione delle gabbie per la stabulazione dei vitelli presvezzamento, indicata nel Parere scientifico EFSA “Welfare of calves” del 2023.

L’obiettivo del progetto è quello di individuare le migliori soluzioni, sostenibli anche economicamente, per supportare allevatori e consulenti nelle scelte stabulative per i vitelli in questa delicata fase della loro vita.

Vitelli CAGE-FREE è coordinato dall’azienda agricola Barbiselle srl di Persico Dosimo(CR), insieme al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università di Milano, la Fondazione CRPA Studi Ricerche di Reggio Emilia e la Società Agricola Dosso Pallavicino S.S. di Cicognolo (CR).

Nel convegno finale si riportano i principali risultati del progetto e le esperienze dirette degli allevatori, a cui seguirà la visita guidata all’azienda agricola Dosso Pallavino.

Programma

10:00 – Saluti di benvenuto e apertura lavori
Elisabetta CANALI – Università di Milano

10:15 – Interventi

Confronto fra stabulazione in coppia vs stabulazione individuale con visita virtuale alle due aziende pilota
Gaia PESENTI ROSSI e Elisabetta CANALI – Università di Milano

Vantaggi e svantaggi tecnico-economici delle soluzioni convenzionali e innovative per i vitelli
Alessandro GASTALDO – Fondazione CRPA Studi Ricerche

Esperienze con vitelli in coppia: la parola alle allevatrici
Elisabetta QUAINI – Barbiselle s.r.l. Società Agricola
Antonella BIANCHI – Società Agricola Dosso Pallavicino S.S.

11:15 – Dibattito

11:30 – Visita guidata all’azienda agricola Dosso Pallavicino

12:30 – Conclusioni

Partecipazione libera previa registrazione (da effettuarsi entro le ore 13:00 di martedì 10 dicembre 2024)

ATTENZIONE: per motivi organizzativi, il numero di partecipanti è limitato ai primi 30 iscritti!

Informazioni

Andrea Poluzzi
a.poluzzi@crpa.it

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I nuovi Gruppi Operativi guidati dal CRPA in Emilia-Romagna

Finanziati nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Emilia-Romagna, hanno la durata di 36 mesi

Il CRPA è capofila di sette nuovi Gruppi Operativi per l’Innovazione finanziati dal Piano di Sviluppo rurale della regione Emilia-Romagna 2023-2027 con l’intervento SRG01 – Sostegno ai Gruppi Operativi Pei Agri, approvato con Delibera di Giunta regionale n. 2343 del 22 dicembre 2023.

I progetti approvati, della durata di 36 mesi, sono attinenti agli Obiettivi Specifici 4 e 5.

L’Obiettivo Specifico 4 mira a contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento agli stessi, anche riducendo le emissioni di gas a effetto serra e migliorando il sequestro del carbonio, nonché promuovere l’energia sostenibile.

Si riferiscono a questo obiettivo i gruppi operativi:

  • PR-ato – La gestione sostenibile e resilienti del prato a sostegno dell’adattamento ai cambiamenti climatici del sistema foraggero dell’azienda da latte per Parmigiano Reggiano. 
  • ZOOCARBON – La ZOOtecnìa del Parmigiano Reggiano per la neutralità CARBONica

L’Obiettivo Specifico 5 mira a invece promuovere lo sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali, come l’acqua, il suolo e l’aria, anche riducendo la dipendenza dalle sostanze chimiche.

Si riferiscono a questo obiettivo i gruppi operativi:

  • P_I_G – Gestione innovativa del fosforo nell’azienda suinicola dall’alimentazione al campo
  • AviEcoTec – Tecnologie per ridurre le emissioni di ammoniaca, polveri e odori dell’allevamento avicolo
  • CONTACT – Separazione tardiva del vitello dalla madre
  • GUARDIAN – Sviluppare e promuovere un’efficiente gestione dell’allevamento ovicaprino per custodire l’ambiente, il territorio e il benessere animale
  • ReBuS – Filiera Sostenibile del Bufalo in provincia di Reggio Emilia

I risultati dei Gruppi Operativi e i prodotti realizzati saranno disponibili sul sito https://divulgazione.crpa.it

Progetti innovativi per il benessere animale: sfide e opportunità

CRPA partecipa al webinar, organizzato da Ismea, che si terrà il 18 novembre

Il 18 Novembre alle ore 15:00 parteciperemo al webinar promosso da Ismea – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare dal titolo “Progetti innovativi per il benessere animale: sfide e opportunità” con interventi dei ricercatori Paolo Rossi, Ambra Motta e Alessandro Gastaldo.

Sarà l’occasione per presentare le soluzioni più avanzate in materia di benessere animale studiate nell’ambito di tre gruppi operativi che fanno riferimento a diverse filiere zootecniche:

E’ possibile partecipare al webinar registrandosi a questo link: “Progetti Innovativi per il Benessere Animale: Sfide e Opportunità”, 18 novembre 2024, ore 15.00

Soluzioni alternative alla stabulazione dei vitelli in box individuale: incontro informativo del progetto Vitelli CAGE-FREE

Giovedì 7 novembre 2024 – Ore 10,30 in modalità webinar

La stabulazione dei vitelli in box individuale fino alle otto settimane è stata messa in discussione dalle ONG animaliste e dal Parere scientifico dell’EFSA del 2023 “Welfare of calves”.

L’adozione di soluzioni stabulative welfare friendly necessita di studi che ne verifichino la fattibilità: da ciò nasce il progetto Vitelli CAGE-FREE – Sistemi alternativi alla stabulazione dei vitelli pre-svezzamento in box individuali, finanziato dal Psr della Lombardia e coordinato dall’azienda agricola Barbiselle srl di Persico Dosimo (CR), unitamente al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università di Milano, la Fondazione CRPA Studi Ricerche di Reggio Emilia e la Società Agricola Dosso Pallavicino S.S. di Cicognolo (CR).

In questo incontro informativo si riportano l’opinione degli stakeholder sulle soluzioni alternative al box individuale, le soluzioni adottate in Lombardia, per la stabulazione fino allo svezzamento, e i risultati delle prove di confronto fra stabulazione in coppia e stabulazione individuale.

PROGRAMMA

10:30 Saluti di benvenuto
Elisabetta QUAINI – Barbiselle srl società agricola
Letizia VENUTI e Giovanna NICASTRO – Regione Lombardia

10:45 Interventi

Opinione degli stakeholder sulle soluzioni per la stabulazione dei vitelli pre-svezzamento
Gaia PESENTI ROSSI –Università di Milano

Indagine su diffusione di tecniche di stabulazione innovative per vitelli pre-svezzamento in Lombardia
Alessandro GASTALDO – FCSR ets

Primi risultati delle prove di confronto fra stabulazione in coppia vs stabulazione individuale
Elisabetta CANALI –Università di Milano

12:00 Dibattito

12:30 Conclusioni

Partecipazione libera, previa registrazione (da effettuarsi entro le ore 12:00 di mercoledì 6 novembre 2024)

Attenzione: il link per la partecipazione al webinar verrà inviato giovedì 7 novembre entro le ore 09:00!

Progetto “Vitelli CAGE-FREE”- Sistemi di stabulazione dei vitelli pre-svezzamento in box individuali, cofinanziato dal FEASR. Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Regione Lombardia – MISURA 16 – Cooperazione SOTTOMISURA 16.2 – Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie – OPERAZIONE 16.2.01 – Progetti pilota e sviluppo di innovazione. Autorità di gestione del Programma: Regione Lombardia

Presentazioni

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