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Morsicatura della coda nei suini, che ruolo ha la salute?

Analizzando le ipotesi sull’origine della morsicatura, l’articolo esplora il legame tra condizioni sanitarie sub-ottimali, attivazione del sistema immunitario e alterazioni comportamentali, evidenziando la necessità di un approccio integrato alla prevenzione

E’ ampiamente riconosciuto come la morsicatura della coda rappresenti un problema complesso e multifattoriale (Henry et al., 2021); tra i molteplici fattori coinvolti nell’insorgenza di questo comportamento anomalo possiamo ricordare, ad esempio, la competizione per accedere alla mangiatoia e all’abbeveratoio, la qualità dell’alimento e dell’acqua di bevanda, la composizione della dieta, il comfort termico, la disponibilità e la tipologia di materiali manipolabili, lo spazio disponibile, ma anche la genetica e lo stato di salute degli animali (Taylor et al., 2010; D’Eath et al., 2014).

La gestione e il controllo dei vari fattori di rischio sono azioni fondamentali che oggi gli allevatori intraprendono per cercare di prevenire la comparsa del problema della morsicatura della coda, benché sia necessario stabilire i valori ottimali per i diversi fattori presi in esame.

Nonostante tutti questi sforzi, infatti, il problema rimane un evento imprevedibile e tutti gli allevamenti suinicoli sono esposti al rischio che si presentino dei casi di morsicatura della coda, indipendentemente da fatto che effettuino la caudotomia.

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Densità elevata e grandi gruppi sono fattori di rischio biting

Esperienze come quella finlandese dimostrano che l’aumento della superficie di stabulazione, insieme a una gestione più attenta, può essere una misura efficace per prevenire la morsicatura della coda nei suini senza ricorrere al taglio

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (European Food Safety Authority – EFSA) nel dicembre 2007 (EFSA,2007) ha indicato, nell’opinione scientifica sul rischio associato alla morsicatura della coda dal titolo The risks associated with tail biting in pigs and possible means to reduce the need for tail docking considering the different housing and husbandry systems, che una elevata densità degli animali e la dimensione del gruppo aumentano la probabilità che si manifesti un’epidemia di morsicatura della coda.

A sostegno di questa tesi, EFSA cita una serie di studi scientifici che confermano che uno limitato spazio disponibile e un numero elevato di soggetti per gruppo sono associati a un aumento del rischio di morsicatura della coda (Jericho e Church, 1972; Krider et al., 1975; Haske et al., 1979; Fritschen e Hogg, 1983; Geers et al., 1985; Arey, 1991 Schrøder-Petersen e Simonsen, 2001).

In aggiunta, Efsa riporta anche alcuni studi che non hanno evidenziato differenze:

  • Pedersen (1990) con gruppi di 16 e 48 suini;
  • Nielsen (1992) con gruppi di 15, 30, 60 e 120 suini;
  • Beattie et al. (1996) con gruppi di 6 suini da 6 a 12 settimane di vita e superfici di stabulazione pari a 0,5, 1,1, 1,7 o 2,3 m2/capo;
  • Spoolder et al. (1999) con gruppi di 20, 40 e 80 suini e superfici di stabulazione pari a 0,55 m2/capo;
  • Schmolke et al. (2003) con gruppi di 20, 40, 60 e 80 suini e superfici di stabulazione pari a 0,76 m2/capo.

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Morsicatura della coda, il problema nasce in sala parto

È necessario intervenire attraverso arricchimento ambientale, alimentazione adeguata, comfort termico, buona progettazione del box parto e gestione sanitaria mirata, in modo da ridurre in modo strutturale la problematica

La morsicatura della coda (tail biting) è uno dei problemi più diffusi e complessi dell’allevamento suinicolo moderno. Quando si manifesta, comporta conseguenze gravi sul benessere animale e sulle performance produttive.

Sebbene si manifesti spesso dopo lo svezzamento, è ormai noto che le sue cause possono avere origine già nei primi giorni di vita (Prunier et al., 2020). Fattori legati alla fase neonatale – spesso trascurati – predispongono i suinetti a sviluppare questo comportamento in età più avanzata (Prunier et al., 2020; Vitali et al., 2020; Schubbert e Kongsted, 2024). Per questo, se vogliamo davvero ridurre il problema in modo strutturale e sostenibile, dobbiamo cominciare a lavorare fin dalla sala parto.

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Mancato accesso all’acqua, rischio da non sottovalutare

La normativa regola l’erogazione dell’acqua, ma nella pratica non sempre viene garantito un accesso adeguato. Il monitoraggio dei consumi può quindi rappresentare un indicatore utile per la prevenzione di problematiche comportamentali

Il ruolo dell’acqua nell’alimentazione zootecnica viene spesso trascurato; in realtà l’acqua è un alimento essenziale, sia per quantità richieste, sia per costanza di fabbisogni.

L’acqua è coinvolta in tutte le funzioni fisiologiche e metaboliche dell’organismo ed è necessaria per il mantenimento dei fluidi organici, per l’omeostasi minerale, per la digestione, l’assorbimento, il trasporto e il metabolismo dei nutrienti, per la regolazione della temperatura del corpo, per le funzioni riproduttive e la produzione di latte da parte della scrofa.

La corretta somministrazione dell’acqua ai suini, quindi, è fondamentale per garantire il benessere degli animali allevati e favorire il raggiungimento delle loro migliori performance produttive e riproduttive.

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Ridurre il taglio della coda, l’obiettivo del progetto Intact

Il progetto si propone di valutare l’efficacia tecnico-economica di interventi mirati a ridurre il taglio della coda. Tra i temi analizzati: qualità dell’acqua, condizioni ambientali, gestione dei gruppi, salute degli animali fin dalle prime fasi di vita

Nel comparto suinicolo una delle problematiche principali di benessere animale è rappresentata dalla comparsa di comportamenti anomali e potenzialmente pericolosi, come la morsicatura della coda, che inducono l’allevatore a ricorrere in modo sistematico al taglio della coda.

Per ridurre l’incidenza o la gravità di tali problemi, la Direttiva 2008/120/CE del Consiglio, che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini, richiede che i suini abbiano accesso permanente a una quantità sufficiente di materiali che consentano loro adeguate attività di esplorazione e manipolazione, e che il taglio della coda non rappresenti operazione di routine.

Nonostante gli sforzi del legislatore, dopo molti anni dall’entrata in vigore della Direttiva, l’implementazione di questi requisiti è ampiamente disattesa e il taglio della coda rappresenta ancora una pratica molto diffusa negli allevamenti italiani ed europei, con un impatto negativo sul benessere animale e sull’accettabilità dell’allevamento suinicolo da parte dell’opinione pubblica.

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Prove in campo per ridurre il taglio coda nell’allevamento suinicolo

Negli allevamenti partner del progetto sono state predisposte delle prove per valutare e verificare gli aspetti tecnici, economici e ambientali degli interventi migliorativi proposti dai Piani di Miglioramento predisposti sui risultati dei questionari di autovalutazione ClassyFarm…

Aumentare competitività e redditività della filiera suinicola attraverso una valutazione tecnico-economica degli interventi necessari per ridurre il ricorso al taglio della coda è l’obiettivo del progetto “INTACT – Indicazioni tecnico-economiche per ridurre la necessità di effettuare il taglio coda nell’allevamento suinicolo”, coordinato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano, con la partecipazione di Fondazione CRPA Studi e Ricerche di Reggio Emilia e 3 allevamenti suinicoli lombardi e cofinanziato dal FEASR all’interno dell’Operazione 16.1.01 “Gruppi operativi PEI” del PSR 2014 – 2020 della Regione Lombardia.

Prove in campo

Negli allevamenti partner del progetto sono state predisposte delle prove per valutare e verificare gli aspetti tecnici, economici e ambientali degli interventi migliorativi proposti dai Piani di Miglioramento predisposti sui risultati dei questionari di autovalutazione ClassyFarm.
A causa dello stato di emergenza legato al diffondersi della Peste Suina Africana, l’accesso dei ricercatori agli allevamenti è risultato complesso e soggetto a severe restrizioni. Rispetto al piano iniziale è stato necessario ridefinire le attività, prevedendo la formazione del personale di allevamento che ha provveduto alla raccolta dati.

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Progetto INTACT – Disseminazione dei risultati

Convegno finale

Venerdì 6 giugno 2025 – Ore 10:00

Università di Milano – Polo di Lodi – Aula 114
Via dell’Università, 6 – Lodi

Anche in modalità webinar

Il progetto INTACT si pone l’obiettivo di aumentare la competitività e la reddittività della filiera suinicola attraverso una valutazione tecnico-economica dei possibili interventi definiti in un Piano di Miglioramento per ridurre la necessità di effettuare il taglio della coda previsto da Classyfarm.

Durante il convegno verranno riportati i principali risultati del GO in relazione alle prove svolte negli allevamenti, coinvolgendo gli allevatori partner del progetto, inoltre, verrà presentato il materiale divulgativo e informativo prodotto al suo interno.

Il Go INTACT è coordinato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali (DIVAS) dell’Università di Milano, con la partecipazione della Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS di Reggio Emilia, Società Agricola Guantara, PIGGLY – Birla società agricola srl, ­ Bompieri Allevamenti s.s. Società Agricola.

PROGRAMMA

9:45 – Registrazione dei partecipanti

10:00 – Saluti di benvenuto e apertura lavori
Michela MINERO – Università di Milano
Marco CASTELNUOVO – Regione Lombardia

10:15 – Interventi


Il progetto INTACT
Sara BARBIERI – Università di Milano

Piano “Taglio Coda”: stato di avanzamento
Emanuele INVERNIZZI – ATS Città Metropolitana di Milano

I risultati dell’innovazione
Ambra MOTTA – CRPA scpa

La parola agli allevatori
Sergio VISINI – PIGGLY – Birla società agricola
Marco BOMPIERI – Bompieri s.s. Società Agricola
Luca PEDRAZZOLI – Società Agricola Guantara

Divulgare INTACT
Sara BARBIERI – Università di Milano

11:45 – Discussione

12:00 – Chiusura dei lavori e, a seguire, aperitivo

Presentazioni

Partecipazione libera previa registrazione (da effettuarsi entro le ore 12:00 di giovedì 5 giugno 2025).

INFORMAZIONI

Andrea Poluzzi
a.poluzzi@crpa.it
0522/436999


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Strategie per ridurre la necessità di effettuare il taglio coda nell’allevamento suinicolo

Seminario tecnico del progetto INTACT

Mercoledì 7 maggio 2025, ore 10:00
In modalità webinar

Il progetto INTACT si pone l’obiettivo di aumentare la competitività e la redditività della filiera suinicola attraverso una valutazione tecnico-economica dei possibili interventi definiti in un Piano di Miglioramento per ridurre la necessità di effettuare il taglio della coda previsto da Classyfarm.

Questo seminario tratterà alcuni dei principali fattori di rischio per l’insorgenza del problema della morsicatura della coda, indagando aspetti spesso meno considerati con tre esperti del settore.

Il Gruppo Operativo INTACT è coordinato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università degli Studi di Milano, con la partecipazione di: Fondazione CRPA Studi Ricerche – ETS di Reggio Emilia, Società Agricola Guantara, PIGGLY – Birla società agricola srl e Bompieri Allevamenti s.s. Società Agricola.

PROGRAMMA

10:00 – Saluti di benvenuto e apertura lavori
Sara BARBIERI – Università di Milano

10:15 – Interventi

Tendenze giornaliere di emissioni e qualità dell’aria nelle porcilaie
Alberto FINZI – Università di Milano

Alimentazione nel suino in post svezzamento
Valentino BONTEMPO – Università di Milano

Rearing undocked pigs – The Finnish way
(Allevare suini con coda lunga – Il metodo finlandese)

Anna VALROS – Università di Helsinki

11:30 – Dibattito

12:00 – Chiusura dei lavori

PRESENTAZIONI

VIDEO

Tendenze giornaliere di emissioni e qualità dell’aria nelle porcilaie

Rearing undocked pigs – The Finnish way

Partecipazione libera, previa registrazione (da effettuarsi entro le ore 13:00 di martedì 6 maggio 2025).

Informazioni

Andrea Poluzzi
a.poluzzi@crpa.it
0522 – 1482482

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