Comunicato Stampa del progetto The Ethical Pig Farm

THE ETHICAL PIG FARM:

benefici, costi e opportunità di mercato dell’adozione di uno Schema volontario di qualità basato su un elevato standard di benessere animale per l’allevamento suinicolo verranno presentati al convegno conclusivo del progetto The Ethical Pig Farm in programma Govedì 21 marzo 2019, alle ore 14, presso il Polo Universitario Veterinario di Lodi (Via dell’Università, 6) – Aula L05.

Reggio Emilia, 18 marzo 2019 – Migliorare il benessere animale negli allevamenti intensivi può rappresentare un’opportunità per la suinicoltura lombarda, per tutelare l’immagine del settore e per migliorarne la redditività favorendo l’accesso a segmenti di mercato particolarmente sensibili alla componente etica dell’allevamento.

L’obiettivo del progetto The Ethical Pig Farm,appena concluso, è favorire lo sviluppo di filiere animal friendly, attraverso l’adozione di uno schema volontario di qualità, da promuovere tra gli allevatori lombardi per differenziare e valorizzare la produzione.

Allo scopo è stata verificata la sostenibilità tecnico-economica di alcune delle tematiche che attualmente incontrano le aspettative dei consumatori e che in futuro potrebbero diventare oggetto di politiche comunitarie o normative nazionali, quali l’eliminazione o riduzione del confinamento delle scrofe al parto e in gestazione e delle mutilazioni (taglio della coda e castrazione).

Inoltre, è stata condotta un’indagine sulla percezione dei consumatori e della GDO nei confronti di prodotti provenienti da allevamenti con elevati standard di benessere animale.

Le verifiche delle innovazioni tecniche previste dal progetto sono state effettuate presso sei allevamenti suinicoli in quattro diverse province lombarde (Brescia, Mantova, Milano e Lodi).

I principali requisiti studiati sono stati la stabulazione nel reparto maternità con scrofa libera, la creazione di una zona a pavimento continuo, l’uso di materiale di arricchimento e le alternative alla castrazione chirurgica senza anestesia e analgesia.

Dall’analisi dei risultati produttivi, per la soluzione con scrofe libere in box parto senza lettiera è emersa una maggiore mortalità nella nidiata (quasi un suinetto in media per parto). Le scrofe in box libero su paglia hanno riportato invece una percentuale di schiacciamenti paragonabile al gruppo in gabbia tradizionale, ma con scrofe più sporche e una conseguente maggiore richiesta di manodopera.

In ognuno dei casi considerati si è calcolato un aumento dei costi di produzione, dovuto sia alla sostituzione delle gabbie, che alla maggiore mortalità nella situazione senza lettiera. I costi potrebbero ulteriormente aumentare nel caso l’allevamento dovesse ridurre il numero di scrofe per mancanza di spazio nel settore maternità.

Il trasferimento delle scrofe in box di gruppo il giorno successivo alla fecondazione non ha invece influenzato i parametri produttivi, mentre l’aggressività è stata maggiore quando si è verificato un minore utilizzo dell’arricchimento ambientale, rappresentato da paglia in rastrelliera.

L’uso di tappeti non ha dato risultati positivi per la creazione di una zona a pavimento continuo. Pur risultando una valida alternativa in strutture di nuova progettazione, i tappeti in gomma testati non si sono dimostrati idonei all’introduzione nelle strutture preesistenti oggetto di studio, in quanto lo stato di pulizia degli animali e del box sono risultati inaccettabili, sia per le scrofe sia per gli animali da ingrasso. Negli animali in post-svezzamento non si sono invece evidenziati effetti positivi del maggior comfort sulla riduzione dei comportamenti anomali (morsicature a coda e orecchie, aggressività).

Da questo studio è emerso come la paglia in rastrelliera sia risultata efficace nel ridurre l’aggressività eccessiva, soprattutto nelle scrofe gestanti. Relativamente agli animali in post-svezzamento e ingrasso, invece, l’unica tipologia di arricchimento che ha mostrato un effetto positivo sulla riduzione dei comportamenti anomali (es. morsicatura della coda) è la lettiera in paglia. Il costo dell’arricchimento con paglia in box di gestazione è stato quantificato tra 0,11 euro per suino svezzato fino a un massimo di 0,13 euro nel caso in cui la produttività sia inferiore a 23 suini svezzati/anno per scrofa.

Riguardo alle alternative alla castrazione chirurgica senza anestesia e analgesia, il progetto ha studiato gli effetti della castrazione immunologica, evidenziando differenze tra il comportamento dei suini castrati chirurgicamente e quelli sottoposti al protocollo di immunocastrazione. Al contrario, gli indicatori sanitari e la qualità dei prodotti non sembrano esserne influenzati.

Per analizzare le potenzialità di successo dei prodotti a base di carne suina ottenuti con elevati standard di benessere animale, è stata effettuata una indagine di mercato che ha coinvolto 203 consumatori lombardi presso i punti vendita di negozi tradizionali e della grande distribuzione. Un’indagine specifica è stata svolta anche presso buyer della GDO mediante colloqui personali riservati.   

Per i consumatori il benessere animale si colloca in quinta posizione di importanza, prima di aspetti come la marca, le caratteristiche nutrizionali o il basso contenuto di grasso. Per i trentenni e i quarantenni il benessere animale viene al quarto posto e rappresenta un aspetto molto importante per quasi l’80% degli indagati in queste fasce d’età. I meno sensibili al benessere animale sono risultati gli under 30.

Nelle fasce centrali di età si è registrata una maggiore disponibilità di acquisto di prodotti ottenuti con standard elevati di benessere, sicuramente per la maggiore disponibilità di spesa complessiva dei consumatori in piena età lavorativa. Sono invece i trentenni e quarantenni quelli più attenti a cercare prodotti ad alto contenuto di benessere leggendo l’etichetta.

L’Indagine presso la GDO, condotta presso 7 importanti catene di distribuzione, ha evidenziato un crescente interesse per le filiere controllate e di qualità che aumentano gli standard di benessere. Non tutte però riconoscono un prezzo più elevato ai fornitori e, quando ciò avviene, il premio consiste in un prezzo più alto del 5-10%, fino al +15% rispetto al prezzo della carne suina “convenzionale”.

Secondo la GDO il maggior benessere animale viene richiesto dai consumatori più per la produzione di carne suina fresca che non per quella trasformata. I fattori che impattano sulla disponibilità del consumatore a pagare di più per prodotti con maggiori standard di benessere animale sono: l’inadeguata comunicazione; investimenti mediamente insufficienti da parte dell’industria, in particolare per la carne suina fresca, nell’innovazione dei processi produttivi e nel marketing/comunicazione nell’ambito del benessere animale; la riduzione del potere d’acquisto per la decennale crisi economica del Paese.

L’opinione pressoché unanime della GDO è che in futuro si consumerà sempre meno carne ma di qualità superiore. Infine, secondo la maggior parte degli intervistati, le aspettative dei consumatori dovrebbero spingere la GDO a considerare sempre più il benessere degli animali come parte integrante delle loro politiche di sostenibilità.

Il progetto The Ethical Pig Farm, finanziato dal Psr 2014-2020 della Regione Lombardia, è stato coordinato da Allevamenti di Nerviano ed è stato realizzato da SV società agricola, azienda agricola Pagati, azienda agricola Guido Del Re, azienda agricola Forafò Alessandro, società agricola Bellini, coadiuvati dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano e dalla Fondazione CRPA Studi Ricerche di Reggio Emilia.

Per informazioni:

Magda C. Schiff – m.c.schiff@crpa.it

Ethical Pig Farm, convegno conclusivo a Lodi

Si svolgerà Giovedì 21 marzo 2019 alle ore 14:00, presso il Polo Universitario Veterinario di Lodi il convegno conclusivo del progetto Ethical Pig Farm – Schema volontario di qualità basato su un elevato standard di benessere animale per l’allevamento suinicoloin italiano.

Vai al programma dell’incontro.

Scarica gli opuscoli con i risultati del progetto:

Progetto protocollo INALCA sul benessere animale: pubblicata la newsletter n. 2.

Il progetto “PROTOCOLLO INALCA – Protocollo basato su elevati standard di benessere animale negli allevamenti bovini da ingrasso” è finanziato dalla Regione Lombardia sulla misura 16.2 del PSR 2014-2020 e coordinato da INALCA – Industria Alimentare Carni S.p.A., in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano – Dipartimenti di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare (VESPA) e di Medicina Veterinaria (DiMeVet) – e la Fondazione CRPA Studi Ricerche di Reggio Emilia.
L’obiettivo del progetto consiste nello sviluppo di un innovativo sistema per la valutazione ed il miglioramento del benessere animale negli allevamenti bovini da carne (vitelloni e scottone), promuovendo al contempo l’uso prudente degli antibiotici. In ogni singola azienda agricola, l’applicazione del protocollo permetterà di eseguire un’accurata valutazione dei rischi, individuando punti di forza e di debolezza rispetto agli standard ed agli indicatori individuati e i possibili percorsi di adeguamento, sia di tipo strutturale che gestionale, valutandone l’onere economico e la relativa incidenza sui costi complessivi di produzione.
Gli obiettivi, le attività e alcuni dei risultati del progetto e, in particolare, l’innovativo protocollo per il miglioramento del benessere animale e la riduzione degli antibiotici sono stati presentati il 20 febbraio durante un seminario che ha visto la partecipazione di più di 70 allevatori.
All’incontro, oltre a Serafino Cremonini di INALCA e Francois Tomei di Assocarni che hanno rispettivamente aperto e chiuso il seminario, hanno relazionato:

  • Giulia Lalinga di INALCA che ha presentato il progetto, le sue attività e i risultati dell’indagine preliminare che ha previsto il coinvolgimento di oltre 170 portatori d’interesse (veterinari e allevatori);
  • Alessandro Gastaldo di Fondazione CRPA Studi Ricerche che ha approfondito il protocollo in particolare per quello che riguarda i punti critici del benessere riconducibili alle strutture d’allevamento, evidenziando anche costi d’investimento e gestione di alcuni possibili interventi migliorativi;
  • Riccardo Compiani di UNIMI che ha, prima, approfondito il protocollo in particolare per quello che riguarda i punti critici del benessere riconducibili al bovino e alla riduzione degli antibiotici e, successivamente, effettuato un’analisi dei risultati ottenuti nelle due aziende pilota con una vera e propria visita virtuale;
  • Giovanni Mario Lugaresi Sorlini che ha descritto le possibilità di valorizzazione di uno schema basato su alti standard di benessere animale e sulla riduzione degli antibiotici.

Per maggiori informazioni sull’evento e sui suoi contenuti: a.gastaldo@fondazionecrpa.it

Opportunities for farm diversification in the circular bioeconomy

Il workshop EIP-AGRI a Vilnius, Lithuania – 6-7 Febbraio 2019, esamina i vari modelli di business che gli agricoltori e i silvicoltori potrebbero adottare per sfruttare i mercati dell’economia circolare. Paolo Mantovi di FCSR presenta i risultati del Gruppo Operativo Digestato_100% e gli obiettivi del progetto H2020 Circular Agronomics.

Tutte le informazioni sulla pagina dell’evento (https://ec.europa.eu/eip/agriculture/event/eip-agri-workshop-opportunities-farm)

Il GOI Parmaggrega caso di studio per il network europeo EURODAIRY

Il GOI Parmaggrega è stato selezionato quale caso di studio dal network europeo Euodairy.

Vai al sito web di Eurodairy e guarda il video con le buone pratiche del GOI Parmaggrega.

Il progetto Parmaggrega, cofinanziato dal Piano di Sviluppo Rurale – PSR 2014-2020 della REGIONE EMILIA-ROMAGNA, Misura 16.1.01 – Gruppi operativi del partenariato europeo per la produttività e la sostenibilità dell’agricoltura, Focus area 2A, è coordinato dalla Fondazione CRPA Studi Ricerche – FCSR e vede come partner il Centro Ricerche Produzioni Animali – C.R.P.A. S.p.a., la Società Agricola Delsante Elvezio e Saverio, e la Latteria Sociale San Pier Damiani.

 

È online il sito del progetto Circular Agronomics

Circular Agronomics si è dotato di un sito internet. Disponibile a questo link http://www.circularagronomics.eu il sito si svilupperà seguendo l’avanzamento del progetto, con l’aggiunta di articoli, notizie e documenti con i risultati delle attività in corso.

Il progetto, a cui partecipa anche Fondazione CRPA Studi Ricerche in qualità di partner, è finanziato dal programma HORIZON 2020 e si pone come obiettivo è di promuovere nuove modalità per la gestione sostenibile e circolare dei nutrienti e del carbonio all’interno dell’intera filiera agroalimentare.

Progetto protocollo INALCA sul benessere animale: pubblicata la newsletter n. 1.

PROTOCOLLO INALCA – Protocollo basato su elevati standard di benessere animale negli allevamenti bovini da ingrasso

Il benessere animale, la biosicurezza e la riduzione degli antibiotici sono temi che sono usciti dall’esclusiva sfera degli addetti ai lavori ed intercettano sensibilità etico sociali di particolare rilevanza per il consumatore, oggi più che mai disposto a riconoscere valore, di reputazione ed economico, in questi sforzi di miglioramento.

Si tratta però di operazioni complesse che necessitano di appositi strumenti integrati a supporto di allevatori e tecnici.

Sulla base di queste considerazioni è nato “PROTOCOLLO INALCA – Protocollo basato su elevati standard di benessere animale negli allevamenti bovini da ingrasso”, un progetto finanziato dalla Regione Lombardia sulla misura 16.2 del PSR 2014-2020 e coordinato da Inalca – Industria Alimentare Carni S.p.A., in collaborazione con l’Università di Milano – Dipartimenti di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare (VESPA) e di Medicina Veterinaria (DiMeVet) – e la Fondazione CRPA Studi Ricerche di Reggio Emilia.

L’obiettivo del progetto consiste nello sviluppo di un innovativo sistema per la valutazione ed il miglioramento del benessere animale negli allevamenti bovini da carne (vitelloni e scottone), promuovendo al contempo l’uso prudente degli antibiotici in questo settore.

In ogni singola azienda agricola, l’applicazione del protocollo permetterà di eseguire un’accurata valutazione dei rischi, individuando punti di forza e di debolezza rispetto agli standard ed agli indicatori individuati e i possibili percorsi di adeguamento, sia di tipo strutturale che gestionale, valutandone l’onere economico e la relativa incidenza sui costi complessivi di produzione.

La messa a punto del protocollo ha la preliminare individuazione sulla base delle raccomandazioni EFSA e delle principali evidenze scientifiche di 70 possibili indicatori utilizzabili all’interno del protocollo e suddivisi nelle seguenti aree/sotto aree:

 

Area Sottoarea N. Indicatori
Fase di arrivo Caratteristiche degli animali da ristallo 4
Informazioni relative alla gestione nell’allevamento di origine 8
Scarico in allevamento 4
Sanità Profilassi 5
Terapia 3
Strutture e management Fase di adattamento 14
Infermeria 7
Fase di ingrasso 12
Alimentazione Aspetti generali 5
Fase di adattamento 4
Fase di ingrasso 3
Biosicurezza 1

 

Questi indicatori sono stati sottoposti alla valutazione di 157 portatori d’interesse, di cui 98 veterinari e 59 allevatori di bovini da ingrasso, mediante una consultazione eseguita online che ha determinato la scelta di 37 indicatori ritenuti più importanti.

Per informazioni: a.gastaldo@crpa.it

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PARMAGGREGA Il progetto che attraverso i social media accorcia la filiera di vendita diretta del Parmigiano Reggiano… e non solo

La scarsa organizzazione della filiera del Parmigiano Reggiano DOP, in particolare dell’offerta nella commercializzazione, rende difficile il trasferimento di parte del valore aggiunto finale al produttore di latte.

Per superare questa difficoltà è nato nei mesi scorsi il Gruppo Operativo PARMAGGREGA, che ha lo scopo di creare un canale diretto con il consumatore e l’obiettivo di permettere ad allevatori e caseifici di recuperare parte del valore aggiunto creato lungo filiera.

Si tratta di un piano di innovazione costituito dall’Azienda Agricola Delsante, dal caseificio sociale San Pier Damiani (che associa altri due produttori di latte) della provincia di Parma, coordinato dalla Fondazione CRPA Studi Ricerche di Reggio Emilia e finanziato nell’ambito del programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 dell’Emilia-Romagna.

I presupposti su cui si basa PARMAGGREGA è che rispetto al tradizionale spaccio aziendale diffuso nelle aree di produzione ma con un raggio d’azione geograficamente limitato oggi è possibile, tramite internet e i social media (Facebook, Twitter, Instagram, Tripadvisor, ecc.), creare strumenti di e-commerce in grado in linea teorica di permettere al prodotto di raggiungere i clienti di tutto il mondo.

Essendo strumenti commerciali e di marketing relativamente nuovi, per il mondo agricolo non esiste una letteratura specifica approfondita per il settore lattiero-caseario. Il percorso però non si improvvisa e ha bisogno di competenze e risorse specifiche in grado di mettere in relazione i processi produttivi con gli strumenti di comunicazione innovativi.

Non si tratta solamente di gestire un nuovo canale di vendita, ma anche di utilizzare un linguaggio (scritto, immagini, video ecc.) differente da quello abitualmente usato per i tradizionali canali di vendita. È quello che sta facendo e farà il Gruppo Operativo PARMAGGREGA.

Il progetto sta infatti sperimentando la creazione di una piattaforma di vendita presente su e-commerce e market places che venga alimentata dalla comunicazione al consumatore tramite l’uso dei social media.

In particolare si vuole spostare il focus del marketing dal prodotto al produttore/i cercando di veicolare altri elementi importanti e ancora poco sfruttati nel marketing del Parmigiano-Reggiano, come ad esempio gli aspetti sociali del processo produttivo e la responsabilità etica e sociale di impresa o la protezione della biodiversità. Alcuni di questi messaggi sono già disponibili negli strumenti che alimentano la piattaforma di vendita:

https://www.sanpierdamiani.com/allevamento/

https://www.sanpierdamiani.com/caseificio/

https://www.sanpierdamiani.com/filiera-controllata/

https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187804-d7981125-Reviews-Caseificio_San_Pier_Damiani-Parma_Province_of_Parma_Emilia_Romagna.html

https://www.facebook.com/caseificio.sanpierdamiani/

https://www.instagram.com/sanpierdamiani_3333/

https://twitter.com/sdelsante

A queste attività di comunicazione di tipo social si affianca un lavoro molto concreto di percorsi di visita e degustazione presso il Caseificio San Pier Damiani, effettuati durante tutto l’anno. Si tratta di una delle rare occasioni offerte al consumatore nel settore agroalimentare di vedere il ciclo completo di lavorazione dalla consegna del latte alla creazione della forma di Parmigiano Reggiano DOP.

Questo tipo di attività promossa tramite i social media ha permesso nei primi mesi di attuazione del piano di raddoppiare le visite al caseificio, che sono passate da una media mensile di 200 visitatori del 2017 a oltre 400 del 2018.

Ciò consente di far conoscere il Parmigiano-Reggiano DOP ad un numero sempre crescente di cittadini che va oltre la sola attività commerciale, creando un forte legame col territorio e favorendo il marketing territoriale.

La piattaforma sviluppata con il progetto ha inoltre lo scopo di offrire uno spazio di vendita ad altri produttori del territorio, da qui il nome PARMAGGREGA; in particolare, allo stato attuale è stato dato spazio di vendita a produttori di miele, aceto balsamico, salumi e gelatina di Lambrusco.

Questo lavoro permetterà di raccogliere informazioni e divulgare ad un pubblico più ampio alcuni principi base del social media marketing dei prodotti agroalimentari di qualità.

 

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CIRCULAR AGRONOMICS, l’innovazione nel sistema agroalimentare dell’Unione europea

Da settembre 2018 è operativo il nuovo progetto CIRCULAR AGRONOMICS, approvato dalla Commissione europea e finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020, il cui obiettivo è di promuovere nuove modalità per la gestione sostenibile e circolare dei nutrienti e del carbonio all’interno dell’intera filiera agroalimentare.

CIRCULAR AGRONOMICS contribuirà a rendere il sistema agroalimentare europeo parte integrante dell’economia circolare, aumentando l’efficienza delle risorse, il riutilizzo e il recupero dei nutrienti e affrontando nel contempo le problematiche ambientali associate, come le emissioni dei gas serra, di ammoniaca e l’eutrofizzazione dei corpi idrici a causa di un’eccessiva dispersione di nutrienti.

In Italia, partner del progetto sono Fondazione CRPA, che si occuperà di due casi di studio nell’area emiliano-romagnola (una delle cinque del progetto) e di valutazioni di sostenibilità economica, e SOGESCA, che contribuirà alla valutazione degli impatti ambientali determinati dalle pratiche testate nei casi studio ed all’elaborazione di politiche che facilitino l’implementazione dell’economica circolare anche nel settore agroalimentare.

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Per informazioni:

Victor Riau (victor.riau@irta.cat)

Paolo Mantovi (p.mantovi@crpa.it)

La città resiliente – Agricoltura urbana e sostenibilità a Reggio Emilia

Il Parco Commestibile, assieme a REKO Reggio Emilia, sono stati protagonisti all’edizione 2018 dei Social Cohesion Days, momento di approfondimento sulle tematiche di disuguaglianza sociale, con l’obiettivo di ricostruire dal basso, attraverso pensieri, pratiche e azioni, la possibilità di una reale partecipazione collettiva, globale e locale, alla “cosa pubblica”.

In particolare il giorno 24 maggio 2018 si è tenuto l’evento dal titolo “La città resiliente – Agricoltura urbana e sostenibilità a Reggio Emilia“, dove Parco Commestibile e REKO erano presenti con un loro stand.

Piccole grandi storie di coesione sociale in città: il Comune di Reggio Emilia ha raccontato i progetti di agricoltura urbana e periurbana, come chiave di resilienza ai traumatici cambiamenti climatici, ma anche alla crisi economico-sociale che sta attraversando il nostro Paese.

Sono intervenuti tra gli altri Valeria Montanari, assessora ad agenda digitale, partecipazione e cura dei quartieri del Comune di Reggio Emilia e la giornalista Simran Sethi, considerata da The Indipendent tra i 10 eco-eroi del Pianeta. Giornalista e scrittrice americana laureata in sociologia e studi di genere, si occupa principalmente di cibo, sostenibilità e cambiamento sociale, ed è professore associato presso il Sustainable Society Institute dell’Università di Melbourne in Australia.

Vai al programma dell’evento

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Un videoclip spiega la fertirrigazione con digestato 100%

Il Gruppo Operativo Digetato_100% presenta il sistema per la fertirrigazione con digestato con un videoclip.

Il videoclip, a cura del partner Netafim Italia, è stato realizzato nel corso dell’incontro tecnico con visita guidata su “La fertirrigazione con digestato microfiltrato in ali gocciolanti” che si è tenuto lo scorso 01 agosto 2017 presso le Società Agricole Maiero Energia e F.lli Migliari a Maiero di Portomaggiore (FE).

Nei tre minuti e mezzo del videoclip vengono sintetizzati i principali obiettivi e i primi risultati del sistema integrato innovativo di impiego del digestato in fertirrigazione – Digestato_100%.

Vedi il video “La fertirrigazione con digestato microfiltrato in ali gocciolanti”

Prove di terminazione meccanica di cover crops per mezzo del roller crimper

Due delle cover crops autunno-vernine della prova agronomica del goi Cover Agroecologiche, il miscuglio con senape bruna più facelia e la segale multicaule, sono state terminate a fine aprile 2018 per mezzo di un roller crimper.

Il roller crimper è un particolare rullo dotato di losanghe che stende le cover rasoterra e ne favorisce l’essiccazione naturale. Rappresenta quindi una alternativa alla terminazione chimica con Glifosate.

Per la segale multicaule è stata provata anche la terminazione meccanica per mezzo dello sfalcio o della trinciatura della biomassa.

Il miscuglio con loiessa, trifoglio incarnato e trifoglio di Persia, su cui il roller crimper e gli sfalci non risultano efficaci, viene terminato col Glifosate.

Foto della terminazione delle cover con roller crimper

Video della terminazione di senape e facelia con roller crimper

Vai al progetto Cover Agroecologiche

Lettiera Stabilizzata: istruzioni d’uso

L’analisi dei valori osservati nella stalla dove è stata utilizzata la lettiera stabilizzata hanno indicato che la qualità igienico-sanitaria del latte è ampiamente paragonabile a quella rilevata negli altri allevamenti dove si produce materia prima per la trasformazione nel formaggio Dop.

Per questo il sistema può essere convenientemente adottato nel comprensorio del Parmigiano Reggiano.

Un opuscolo scaricabile gratuitamente sono stati pubblicati tutti i risultati del progetto.

Nell’opuscolo anche un vademecum per il corretto uso di questo tipo di lettiera.

Goi Latteria San Giorgio in un video

Iniziativa realizzata nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020

Il Piano di Innovazione Latteria San Giorgio intende migliorare la gestone dell’alimentazione delle bovine da latte per Parmigiano Reggiano, soprattutto per ottenere il massimo apporto nutritivo dalla quota di foraggi inserita nella razione.

Ciò è particolarmente importante per le aziende agricole e la Latteria riunite nel Gruppo Operativo, perché hanno aderito ad un’importante iniziativa, il progetto qualità Parmigiano Reggiano “Prodotto di montagna”, promosso dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.

Tra le regole dettate dal progetto è previsto che tutto il processo produttivo si svolga in montagna, compresa la produzione di almeno il 60% degli alimenti forniti alle bovine da latte. Questo accresce certamente la distintività del formaggio di questa area, perché lo lega maggiormente al territorio enfatizzando i due elementi fondanti del disciplinare della DOP: il fattore umano, come portatore del sapere e della tradizione, e l’origine locale degli alimenti, in pratica dei foraggi. Quest’ultimo elemento pone però anche delle difficoltà in zone dove la produzione dei foraggi non è certo abbondante come in pianura.

Il progetto Latteria San Giorgio vuole quindi indicare ai produttori la via per migliorare il valore nutritivo e la produttività dei foraggi in montagna; individuare le strategie alimentari per ottenere la loro valorizzazione nell’alimentazione delle bovine e mantenerle sane, longeve e produttive.

Videoclip Latteria San Giorgio

Vai al Goi Latteria San Giorgio

Prosciutti e salumi più responsabili grazie al goi Responsible Ham

Migliorare la competitività della filiera emiliano-romagnola delle carni suine stagionate producendo prosciutti e salumi ad alto valore aggiunto. È questo l’obiettivo del progetto Goi Responsible Ham, che in linea con le nuove tendenze di consumo propone l’adozione negli allevamenti dei più elevati standard di benessere animale. Iniziato nel luglio 2016, il progetto ha concluso il primo step di analisi dei sistemi produttivi regionali e dei requisiti richiesti da Paesi più sensibili al benessere degli animali in allevamento ed è pronto per la seconda fase operativa. Questa porterà, entro giugno 2019, a proporre soluzioni pratiche animal friendly immediatamente applicabili nelle aziende, perché già testate negli allevamenti sia dal punto di vista tecnico che della convenienza economica

Per maggiori informazioni si veda il Comunicato Prosciutti e salumi più responsabili

Il Gruppo Operativo RISCOSSA alla partenza

Il 20 ottobre 2016 si è costituito a San Cesario s/P, Modena, il Comitato del Piano “RISparmio e COnservazione dell’azoto nei SiStemi Agricoli suini”.

RISCOSSA è stato pensato e progettato per raccogliere la significativa eredità di esperienze e risultati conseguiti nell’ambito di 2 differenti progetti di successo: EMILIA BLU, “Agricoltura Blu per i sistemi zoo-tecnici emiliani”, finanziato dall’Assessorato Agricoltura della Regione Emilia-Romagna (LR n. 28/98, bando 2013 zona sisma) che ha avuto come obiettivo lo sviluppo di nuovi metodi e tecniche di agricoltura conservativa per la riduzione delle “impronte” ambientali nei sistemi agricoli zootecnici ed AQUA “Achieving good water QUality status in intensive Animal production areas”, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Life Plus Ambiente, che ha dimostrato come ridurre l’inquinamento delle acque sotterranee e superficiali quando dovuto alla dispersione di nutrienti di origine agricola (azoto e fosforo).

L’obiettivo di RISCOSSA è quello di diffondere un modello di allevamento suinicolo sostenibile, in senso ambientale ed economico, in zone della provincia di Modena dove il modello standard di suinicoltura intensiva è stato investito da criticità strutturali.

Leggi il comunicato stampa

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